Incidente nel Mediterraneo: la nave Mare Jonio fermata dopo un confronto con la guardia costiera libica
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Redazione Interno
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Nel Mediterraneo centrale, un incidente ha recentemente scosso le acque internazionali. Una motovedetta libica, finanziata dall'Italia e precedentemente appartenuta alla Guardia di Finanza, ha creato il panico durante un'operazione di salvataggio. Sparando verso i naufraghi e i soccorritori, ha minacciato con i mitra l'equipaggio di una nave che batte bandiera tricolore.
La reazione del governo italiano
Invece di protestare contro gli sparatori, il governo Meloni ha punito gli sparati. Questo è ciò che è accaduto negli ultimi tre giorni tra le acque internazionali del Mediterraneo centrale e Pozzallo, dove venerdì sera la Mare Jonio ha ricevuto un fermo di 20 giorni.
Fermo amministrativo e multa per la "Mare Jonio"
Dopo il danno, la beffa. La "Mare Jonio", la nave dell'ong "Mediterranea", è stata fermata e multata con l'accusa di "istigare la fuga dei migranti dalla Libia". Questo è avvenuto dopo che, il 4 aprile, la nave aveva denunciato di essere stata intimidita dalla guardia costiera libica durante operazioni di soccorso in acque internazionali.
I migranti salvati e le conseguenze
I migranti sono stati successivamente salvati e fatti sbarcare nel porto siciliano di Pozzallo. Molti di loro presentavano segni di tortura. Questo ha sollevato ulteriori preoccupazioni sulla situazione dei diritti umani in Libia.
Promesse di battaglia legale
Luca Casarini, uno dei fondatori di Mediterranea Saving Humans e storico capomissione di Mare Jonio, ha promesso battaglia dopo il fermo che ha bloccato per venti giorni la nave. "Non solo nelle prossime ore presenteremo un ricorso contro questo fermo illegale e illegittimo, ma il nostro team legale è già al lavoro per un esposto contro il Governo e la Guardia costiera libici e l’esecutivo italiano che li spalleggia nelle loro attività illegali", ha dichiarato.




