Tribunali italiani e corte europea: il caso dei migranti
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Redazione Interno
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Mentre la nave Libra della Marina Militare carica a bordo nuovi migranti per trasferirli nei centri in Albania, segno che l'intesa con Tirana procede nonostante gli intoppi, arriva un nuovo stop dai giudici. Il nodo cruciale rimane la definizione dei paesi sicuri. Stavolta è il Tribunale di Catania a disporre cinque provvedimenti di non convalida dei trattenimenti decisi dal questore di Ragusa per i migranti che avevano fatto domanda di protezione internazionale.
Tommaso Cerno, in un acceso dibattito a "L'Aria che tira", ha demolito le accuse di Gianni Barbacetto, editorialista del Fatto Quotidiano, alle politiche migratorie del governo. Con poche, fulminanti parole, Cerno ha dichiarato che, se fosse africano, preferirebbe essere trasferito in Albania piuttosto che finire nelle grinfie di Soumahoro e sua moglie.
Nel frattempo, Giuseppe Cruciani, nell'ultima puntata della Zanzara, ha espresso chiaramente le sue posizioni sui recenti sviluppi delle decisioni giudiziarie italiane e sulla politica internazionale. Secondo Cruciani, i magistrati italiani sembrano voler accogliere chiunque non si senta al sicuro nel proprio paese, un'idea che ha suscitato non poche polemiche.
Prosegue dunque lo scontro tra governo e magistratura sui migranti. Dal tribunale di Catania è arrivata lunedì una nuova bocciatura ai respingimenti dal territorio italiano, proprio mentre altri otto richiedenti asilo venivano fatti salire a bordo della nave Libra della Marina Militare.




