Operazione Albania a rischio stop
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Redazione Interno
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Il viaggio della nave Libra, partita con soli otto migranti a bordo, rischia di diventare un altro flop per la strategia del Viminale. La nave della Marina militare italiana è diretta verso Shengjin e Gjader, in Albania, con l'arrivo previsto tra oggi e domani. Tuttavia, il numero esiguo di migranti trasferiti, otto uomini provenienti da Paesi considerati sicuri, rappresenta un duro colpo per le ambizioni del governo Meloni di rendere l'operazione Albania il fiore all'occhiello della politica migratoria italiana.
Nel frattempo, il tribunale di Palermo ha disposto la liberazione di un senegalese e di un ghanese, chiedendo chiarimenti alla Corte di giustizia sulla nozione di "paese sicuro". Questo nuovo stop giudiziario si aggiunge ai precedenti blocchi dei trattenimenti dei richiedenti asilo, nonostante il decreto varato dal governo che ha ridefinito per legge la lista dei Paesi sicuri. La decisione del tribunale di Palermo, che ha liberato i due migranti, mette ulteriormente in discussione l'efficacia della strategia del Viminale.
Mentre la nave Libra viaggia verso l'Albania, il centro di permanenza italiano nel Paese delle Aquile si prepara a raddoppiare i suoi posti. Gli operai sono già al lavoro per ampliare la struttura, nonostante il numero dei migranti trasferiti si sia dimezzato. La situazione attuale, con la nave Libra che trasporta solo otto naufraghi intercettati nelle acque internazionali al largo della Sicilia, evidenzia le difficoltà operative e logistiche dell'intera operazione.
Il piano del governo italiano, che mira a trasferire i migranti in Albania per alleggerire la pressione sui centri di accoglienza italiani, continua a incontrare ostacoli. Le decisioni dei tribunali, che bloccano i trattenimenti e richiedono chiarimenti sulla sicurezza dei Paesi di destinazione, complicano ulteriormente la realizzazione del progetto.




