Il governo sfida le toghe, riparte l’operazione Albania

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Roma — Non è finita. Anzi. L’operazione Albania è appena cominciata. Giorgia Meloni, la premier italiana, lancia la sua campagna invernale sul tema migranti, ripartendo dal progetto dei centri albanesi per i richiedenti asilo. Un progetto, questo, che ha visto l'impegno di 670 milioni di euro e che la premier è pronta a portare avanti con determinazione, come ha dichiarato nei giorni scorsi: «Passerò ogni notte da qui alla fine del governo italiano per realizzarlo».

I centri in Albania, che secondo Meloni "funzionavano", sono al centro di un nuovo vertice di governo che si terrà oggi. La premier, parlando dalla Lapponia, ha sottolineato come l'accelerazione sulla questione migranti sia, per lei, il miglior regalo da mettere sotto l'albero degli italiani. La riapertura dell'hotspot in Albania è quindi imminente, con un vertice che vedrà la partecipazione del sottosegretario Alfredo Mantovano, del consigliere diplomatico Fabrizio Saggio e dei ministri Matteo Piantedosi (Interno), Antonio Tajani (Esteri, in collegamento), Guido Crosetto (Difesa) e Tommaso Foti (Affari Ue).

La volontà del governo è chiara: dare un segnale forte e immediato dopo le decisioni dei giudici che avevano ordinato il rientro immediato in Italia dei migranti portati in Albania. La mossa del governo, che arriva alla vigilia delle festività natalizie, mira a discutere su come far ripartire i trasferimenti degli stranieri, impedendo loro di approdare in Sicilia. Questo, a pochi giorni dalla decisione della Cassazione che ha ribadito come la lista dei "Paesi sicuri" debba essere stilata dal governo, pur riconoscendo che in alcuni casi particolari i giudici "possono disapplicare il decreto".

L'operazione Albania rappresenta un punto cruciale per il governo Meloni, che intende proseguire con determinazione su questa strada, nonostante le sfide e le critiche.

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