La Libra torna in Albania con otto migranti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La nave "Libra" della Marina Militare italiana, un pattugliatore lungo 80 metri, è tornata nel porto di Shengjin, in Albania, con a bordo otto migranti intercettati nelle acque internazionali del canale di Sicilia. Questo nuovo arrivo segue il precedente tentativo del governo Meloni di trasferire migranti nei centri allestiti in Albania, un'iniziativa che aveva visto il ritorno in Italia dei primi 16 migranti a causa di un intervento dei giudici del tribunale di Roma.

La Libra, invisibile ai radar come tutte le navi militari, è giunta nel porto albanese con il suo "carico umano", prezioso sebbene esiguo, per dimostrare all'Europa l'efficacia del "modello Albania" promosso dal governo italiano. Questo modello, frutto di un accordo tra Giorgia Meloni ed Edi Rama, prevede che l'Albania accolga una parte delle persone che tentano di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l'Italia.

Il nuovo gruppo di migranti, composto da otto persone, è stato intercettato a sud di Lampedusa tra lunedì e mercoledì mattina. La nave, che era sparita dalle agenzie e dalle notizie, è riapparsa nel porto di Shengjin, dove è attesa per sbarcare i richiedenti asilo. Questo secondo gruppo è ancora più piccolo del primo, che contava 12 migranti, ma sufficiente per continuare a sostenere la politica del governo italiano.

Il pattugliatore "Libra", con il suo equipaggio, ha svolto un ruolo cruciale in questa operazione, dimostrando la determinazione del governo Meloni nel gestire la crisi migratoria attraverso soluzioni innovative e accordi bilaterali.

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