Nave Libra arriva in Albania con otto migranti a bordo
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Redazione Interno
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La nave 'Libra', con a bordo sei cittadini egiziani e due del Bangladesh, è giunta nel porto di Shengjin, in Albania, alle prime luci dell'alba dell'8 novembre 2024. L'attracco, avvenuto intorno alle 8 del mattino, ha segnato l'inizio di una serie di procedure di verifica e controllo sanitario per gli otto migranti, che sono stati successivamente trasferiti al centro di accoglienza di Gjadri.
L'operazione, voluta dal governo Meloni, ha comportato un costo significativo per l'Italia, stimato in oltre 85 mila euro per migrante, per un totale di più di due milioni di euro. Questa cifra, secondo le stime, sarebbe sufficiente a finanziare almeno un paio di reparti ospedalieri con personale medico adeguato. La premier Giorgia Meloni ha definito l'operazione come uno "strumento innovativo" per contrastare l'immigrazione clandestina, sottolineando l'importanza di tali misure per la sicurezza nazionale.
All'arrivo della nave, tre medici, indossando camici bianchi, sono saliti a bordo per effettuare le visite mediche necessarie. Le telecamere e gli smartphone dei giornalisti presenti hanno documentato ogni momento, catturando le immagini dei migranti mentre venivano condotti al centro di accoglienza. Questo secondo carico di migranti destinato al centro di rimpatrio albanese appare, tuttavia, più simbolico che sostanziale, considerando il numero esiguo di persone coinvolte.
Monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, ha espresso le sue riflessioni in occasione dell'incontro dei giovani del Consiglio del Mediterraneo, mettendo in luce le sfide e le difficoltà legate alla gestione dei flussi migratori.




