La nave Libra riparte con otto migranti a bordo
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Redazione Interno
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La nave militare Libra, lunga 81 metri, è tornata nel porto albanese di Shengjin con a bordo solo otto richiedenti asilo, dopo due giorni trascorsi a sud di Lampedusa. Questo viaggio, che ha visto la marina militare mobilitata per un carico ridotto all'osso, rappresenta un episodio che sfiora il surreale, soprattutto considerando i recenti sviluppi giudiziari che mettono in discussione il decreto Paesi Sicuri.
La Libra, che aveva già effettuato una missione simile tre settimane fa, trasportando inizialmente 14 migranti poi ridotti a 12, è ripartita con otto migranti, tra cui egiziani e bangladesi. Questi ultimi sono stati soccorsi a sud di Lampedusa, ma uno di loro è stato lasciato a terra, riducendo ulteriormente il numero di passeggeri.
La strategia del governo, che si trova a fronteggiare non solo ostacoli giuridici ma anche problemi operativi, appare sempre più complessa. I giudici di Roma, infatti, hanno già costretto il governo a riportare in Italia i migranti del primo viaggio, mettendo in discussione la validità del decreto Paesi Sicuri.
Il pattugliatore della Marina militare, dopo aver stazionato nel Mediterraneo centrale, ha lasciato la zona per dirigersi verso l'Albania con un carico di migranti significativamente ridotto rispetto alle intenzioni iniziali.




