Napoli, cinque ko in nove gare: il pari record del 2002 e il bivio Allegri tra Bodo e Roma
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Redazione Sport
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Cinque sconfitte nelle prime nove partite stagionali, tra campionato e Champions League. È il dato che pesa come un macigno sul Napoli e sulla panchina di Massimiliano Allegri, finito nell'occhio del ciclone dopo il passo falso di Venezia. Per ritrovare un avvio così negativo bisogna risalire alla stagione 2001/02, quando gli azzurri militavano in Serie B e collezionarono lo stesso bilancio di tre vittorie, un pareggio e cinque ko nelle prime nove uscite ufficiali.
Un parallelismo che la dice lunga sulla portata della crisi partenopea, acuita dal fatto che la squadra di Allegri ha già complicato il proprio cammino europeo con le sconfitte rimediate contro Arsenal e Villarreal nelle prime due giornate della fase campionato.
Il Venezia affonda il Napoli al Penzo
L'ultimo capitolo di questa serie negativa porta la data di venerdì e la firma di Akor Adams, autore del gol che ha regalato al Venezia la prima vittoria stagionale in Serie A proprio contro gli azzurri. La squadra lagunare, affidata da poco a Davide Nicola dopo l'esonero di Stroppa, ha trovato nei tre punti conquistati al Penzo una boccata d'ossigeno fondamentale per la corsa salvezza.
Per il Napoli, invece, la prestazione ha evidenziato tutte le difficoltà di un gruppo apparso scarico e incapace di sfruttare le occasioni costruite, su tutte il rigore fallito da Kevin De Bruyne e neutralizzato da un Filip Stankovic in giornata di grazia. La rete di Adams, arrivata al 51' su un errore difensivo, ha così certificato il quinto ko stagionale su nove partite disputate, un rendimento che non trova riscontro nella storia recente del club.
Le scelte di formazione e lo scetticismo della presidenza
A destare perplessità, secondo quanto filtra dall'entourage del club, sarebbero state alcune decisioni di Allegri relative alla formazione schierata al Penzo, in particolare il tandem offensivo composto da Samuel Giovane e Lorenzo Lucca. Il presidente Aurelio De Laurentiis sarebbe rimasto spiazzato da tali scelte, pur comprendendo la necessità di far ruotare gli uomini in un calendario fitto di impegni.
Lo stesso tecnico livornese, nel dopogara, ha provato a spostare l'attenzione sulle prestazioni più che sui risultati, sottolineando come la squadra abbia creato molto anche nella trasferta veneziana e invitando i suoi a trasformare la delusione in rabbia. La posizione del presidente, tuttavia, resta salda: secondo quanto riportato, De Laurentiis non avrebbe alcuna intenzione di mettere in discussione la panchina del tecnico scelto la scorsa estate, né accetterebbe eventuali dimissioni, forte anche di un contratto triennale oneroso.
I nomi per il dopo Allegri e il peso del doppio impegno casalingo
Nonostante la fiducia dichiarata, il mondo del calciomercato inizia a speculare sui possibili sostituti in caso di precipitare della situazione. Accanto a profili già accostati in passato come Igor Tudor e Thiago Motta, nelle ultime ore ha preso quota il nome di Vincenzo Montella, attualmente libero dopo la conclusione della sua esperienza sulla panchina della Turchia.
La sua eventuale candidatura, secondo alcune indiscrezioni, si concretizzerebbe solo di fronte a un ulteriore passo falso nella sfida di Champions League in programma martedì al Maradona contro il Bodo/Glimt. Il calendario, del resto, non concede tregua: dopo la sfida europea contro i norvegesi, gli azzurri affronteranno la Roma in campionato, in un altro match casalingo che vale tanto per la classifica quanto per la tenuta emotiva dell'ambiente.
La squadra, intanto, valuta l'ipotesi di un ritiro precauzionale alla vigilia del confronto con i norvegesi, mentre la dirigenza si limita per ora a chiedere spiegazioni senza assumere provvedimenti formali.
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