Nestlé, il nuovo corso di Navratil tra crollo delle vendite e 16mila esuberi
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Redazione Economia
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Le vendite consolidate dei primi nove mesi dell'anno, infatti, hanno mostrato un calo dell'1,9 per cento, attestandosi a 65,869 miliardi di franchi svizzeri, un dato che ha spinto l'azienda verso una drastica sterzata. Una flessione, questa, che ha investito anche Nespresso, il gioiello di casa, la cui cifra d'affari si è fermata a 4,7 miliardi, contribuendo a delineare un quadro complessivo che richiede, secondo la visione del nuovo amministratore delegato, un cambiamento rapido e strutturale. Il mondo, ha affermato Navratil poche settimane dopo il suo insediamento, "sta cambiando e Nestlé deve cambiare più rapidamente", un percorso che, inevitabilmente, "comporterà l'adozione di decisioni difficili, ma necessarie".
La ristrutturazione e i tagli alla forza lavoro
La decisione più significativa, annunciata nel corso della sua prima apparizione pubblica nel nuovo ruolo, riguarda l'eliminazione di sedicimila posizioni a livello globale, un numero che rappresenta circa il 6 per cento dell'intera forza lavoro del gruppo. Un piano di esuberi di tale portata, che sarà implementato interamente entro il 2027, segna un nuovo indirizzo per il colosso alimentare, il quale, con i suoi marchi storici che spaziano dalla cioccolateria Perugina al pet-food Purina, intende così ritrovare slancio. L'operazione, che si configura come una delle più imponenti ristrutturazioni nella recente storia aziendale, arriva a seguito di un avvicendamento ai vertici che ha visto Laurent Freixe, predecessore di Navratil, lasciare l'incarico dopo un solo anno.
I riflessi sui mercati finanziari
La reazione dei mercati alla pubblicazione dei dati e, soprattutto, all'annuncio del piano di riorganizzazione non si è fatta attendere, registrando un'impennata del titolo Nestlé alla borsa di Zurigo. Le azioni, infatti, hanno chiuso la seduta del 16 ottobre con un rialzo del 9,3 per cento, portandosi a 83,21 franchi svizzeri e segnando così il massimo incremento percentuale in una singola giornata dagli albori della crisi finanziaria del 2008. Gli investitori, apparentemente, hanno premiato la linea dura e la volontà di intervenire in modo incisivo sulle criticità emerse dal rendiconto a nove mesi, interpretando le misure come un segnale di rinnovata determinazione.
Lo scenario competitivo e gli altri player
Mentre Nestlé affronta questa fase di transizione, il panorama del settore continua a evolversi, con operazioni che coinvolgono altri grandi nomi. È il caso di Starbucks China, la cui controllata cinese si trova al centro dell'interesse di due fondi di investimento, i quali sono attualmente in lizza per acquisirne una partecipazione. Questo movimento, sebbene distinto dalla situazione interna di Nestlé, delinea un contesto dinamico in cui i grandi gruppi devono costantemente ridefinire le proprie strategie per mantenere la competitività in mercati chiave, come quello asiatico, che rappresentano una sfida ma anche un'opportunità di crescita fondamentale.




