Electrolux, nuovo sciopero mentre si apre il tavolo al Mimit sugli esuberi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Electrolux torna al centro della mobilitazione sindacale con un nuovo sciopero in concomitanza con il tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per discutere dei 1.719 esuberi annunciati dal gruppo e del futuro delle attività in Italia. A Porcia i lavoratori incroceranno le braccia per tre ore a partire dalle 13, lo stesso orario in cui prenderà il via l'incontro a Roma tra azienda, tecnici del Mimit e organizzazioni sindacali. La protesta arriva dopo le due ore di stop della giornata precedente e punta a ribadire la richiesta di un piano alternativo rispetto a quello presentato dalla multinazionale svedese.

Il confronto al Mimit e le richieste dei sindacati

Alla vigilia dell'incontro, i sindacati hanno ribadito la necessità che Electrolux presenti dati chiari sulla redditività degli stabilimenti italiani, compreso quello di Susegana, nel Trevigiano. Da Verona il segretario nazionale Fiom Cgil, Michele De Palma, ha richiamato l'attenzione sul tavolo ministeriale del 30 giugno, sottolineando l'attesa per un confronto che possa fare chiarezza sul futuro produttivo dei siti italiani. La mobilitazione accompagna quindi il negoziato, con l'obiettivo di ottenere risposte sulle prospettive industriali e sull'impatto occupazionale del piano annunciato.

Per il momento gli esuberi comunicati dall'azienda risultano sospesi, ma il piano continua a suscitare forte preoccupazione. Le uscite previste sono 1.719 su un totale di circa 4.500 dipendenti in Italia. Tra gli stabilimenti maggiormente coinvolti figura quello di Susegana, dove la riduzione prospettata interessa 310 operai su 728 addetti impegnati nella produzione di frigoriferi. Proprio su questo impianto i rappresentanti dei lavoratori chiedono trasparenza sui dati economici e sulle prospettive future.

Il caldo si aggiunge alle tensioni negli stabilimenti

Accanto alla vertenza sugli esuberi, nelle ultime ore si è aperto un ulteriore fronte legato alle condizioni di lavoro durante l'ondata di caldo. Nello stabilimento Electrolux di Forlì le temperature hanno raggiunto i 35 gradi in alcune linee di produzione, spingendo i rappresentanti dei lavoratori a proclamare un'azione di autotutela dopo il rifiuto dell'azienda di ricorrere alla cassa integrazione nelle ore più calde. La richiesta avanzata dalla Fiom-Cgil prevedeva inoltre la sospensione delle attività tra le 12 e le 18 nelle giornate interessate dalle allerte per temperature elevate.

Le temperature estreme hanno interessato anche il Trevigiano, dove nella giornata del 29 giugno il caldo ha raggiunto valori particolarmente elevati. Nel capoluogo la massima ha nuovamente sfiorato i 38 gradi, mentre in provincia sono stati registrati 39,3 gradi a Castello di Godego, 38,7 a Castelfranco Veneto, 38,9 a Cordignano e 39,1 a Colle Umberto, secondo i dati riportati dal portale MeteoNetwork.it. Il clima particolarmente intenso ha inciso sulle condizioni di lavoro nei reparti privi di condizionamento, contribuendo ad alimentare il confronto tra azienda e sindacati nello stesso giorno in cui il futuro occupazionale del gruppo viene discusso al Mimit.

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