Electrolux, cresce la paura a Solaro: “Gli esuberi possono aumentare”
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Redazione Economia
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La vertenza Electrolux scuote gli stabilimenti italiani del gruppo svedese e alimenta la preoccupazione tra i lavoratori di Solaro, dove circa 700 dipendenti producono lavastoviglie di fascia medio-alta e temono che gli esuberi annunciati possano essere persino superiori alle stime iniziali. La notizia dei tagli è arrivata improvvisamente e riguarda un numero molto ampio di addetti: su 4.200 lavoratori complessivi impiegati da Electrolux in Italia, 1.700 rischiano il posto. Un dato che ha immediatamente acceso la tensione sindacale e aperto interrogativi sul futuro produttivo degli stabilimenti coinvolti.
Tra le principali preoccupazioni espresse dai rappresentanti dei lavoratori c’è la scelta industriale attribuita all’azienda, che secondo la Rsu Fim Cisl starebbe concentrando la produzione soltanto sui prodotti di fascia bassa. Angela Laprocina ha spiegato che il timore riguarda soprattutto le conseguenze di questa strategia sullo stabilimento di Solaro, specializzato invece nella produzione di lavastoviglie medio-alte. Il rischio percepito dai dipendenti è che il ridimensionamento possa incidere non soltanto sull’occupazione immediata, ma anche sulla continuità produttiva del sito e sulla sua centralità all’interno dell’organizzazione industriale del gruppo.
La crisi Electrolux coinvolge anche fornitori e indotto
La crisi Electrolux non riguarda esclusivamente gli stabilimenti diretti, ma si estende anche all’intero sistema di aziende che lavorano attorno alla produzione degli elettrodomestici. A Porcia, dove l’indotto rappresenta una parte essenziale dell’economia locale, cresce l’apprensione tra le imprese fornitrici che dipendono dalle commesse del gruppo svedese. Tra queste c’è Rosa Group, azienda con sede proprio a Porcia e circa 1.500 dipendenti distribuiti tra Italia e Polonia. Fondata da Giannino Sandrin, classe 1937, la società possiede uno stabilimento a Spilimbergo dedicato alla produzione di componenti in plastica.
L’incertezza sui volumi produttivi e sui futuri assetti industriali sta quindi producendo effetti che vanno oltre i cancelli della fabbrica, coinvolgendo lavoratori, fornitori e territori che negli anni hanno costruito una parte importante della propria economia attorno alla presenza di Electrolux. La possibilità di un ridimensionamento strutturale alimenta la preoccupazione anche nelle aziende dell’indotto, che osservano con attenzione gli sviluppi della trattativa e attendono indicazioni più precise sul piano industriale.
Sindacati in mobilitazione e confronto al Mimit il 25 maggio
Davanti allo stabilimento Electrolux di Susegana si è svolta una mobilitazione dei lavoratori alla quale ha partecipato anche Nicola Fratoianni, che ha parlato di un ulteriore pezzo della crisi industriale italiana scaricato sui lavoratori. Il leader politico ha chiesto un intervento del Governo e ha sollecitato una risposta concreta dell’esecutivo. Intanto il confronto istituzionale entrerà nel vivo il 25 maggio, quando al Ministero delle Imprese e del Made in Italy è previsto il tavolo tra azienda e sindacati convocato per affrontare la vertenza.
Il ministro Adolfo Urso ha già espresso la posizione del Governo, chiedendo un piano alternativo che escluda sia la chiusura degli stabilimenti sia i licenziamenti collettivi. Prima dell’incontro con le parti sociali saranno avviate consultazioni con Regioni ed enti locali per costruire una linea condivisa sulla gestione della crisi. In questo contesto la mobilitazione sindacale viene considerata decisiva, mentre nei siti produttivi coinvolti continua a crescere il timore che i numeri annunciati possano non rappresentare ancora il quadro definitivo degli esuberi.




