Beko annuncia 1.935 esuberi in Italia
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Redazione Economia
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Un piano industriale brutale, presentato al Ministero delle Imprese il 20 novembre, prevede la chiusura di due stabilimenti e il ridimensionamento di un terzo, con un totale di 1.935 esuberi. La multinazionale turca Beko, di proprietà del gruppo Arçelik, ha annunciato la chiusura degli stabilimenti di Siena e Comunanza entro la fine del 2025, con la perdita di 299 posti di lavoro a Siena e 320 a Comunanza. Inoltre, è previsto il ridimensionamento della fabbrica di Cassinetta e la chiusura del centro di ricerca e sviluppo di Fabriano.
La decisione, che colpisce duramente un territorio già provato dal terremoto del 2016 e da un crescente spopolamento, ha suscitato rabbia e dolore tra i lavoratori. Durante l'incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i rappresentanti sindacali hanno comunicato i primi aggiornamenti, provocando reazioni di disperazione tra i dipendenti. Una lavoratrice, con venticinque anni di servizio, è scoppiata in lacrime, esprimendo il suo sconforto per essere trattata in questo modo.
Il piano industriale di Beko prevede la chiusura degli stabilimenti di Siena, dove vengono prodotti congelatori, e di Comunanza, da cui escono le lavatrici. Il ridimensionamento della fabbrica di Cassinetta e la chiusura del centro di ricerca e sviluppo di Fabriano completano il quadro di un'industria degli elettrodomestici italiana alle prese con un nuovo ridimensionamento. Il tavolo presso il Ministero delle Imprese è stato riconvocato per il 10 dicembre, alle ore 14, per ulteriori discussioni e aggiornamenti sulla situazione.
In tutti gli stabilimenti è stato proclamato lo stato di agitazione, con forme di mobilitazione da decidersi a livello territoriale.




