Beko, il confronto al Mimit prosegue tra esuberi e ricerca di un accordo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il confronto tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), Beko Europe e le organizzazioni sindacali continua a Palazzo Piacentini, dove si cerca di raggiungere un accordo quadro sul futuro dell’azienda. Durante il tavolo tecnico tenutosi giovedì 28 febbraio, presieduto dal sottosegretario con delega alle crisi di impresa, Fausta Bergamotto, è emersa la volontà del Ministero di favorire l’acquisizione dello stabilimento di Siena da parte di un nuovo soggetto. Questo passaggio, considerato essenziale, rappresenta il primo passo per attrarre un investitore disposto a riavviare un processo di reindustrializzazione del sito toscano, dove sono a rischio circa 600 posti di lavoro.
La situazione, già complessa, si è ulteriormente complicata con l’annuncio di un nuovo piano industriale che prevede la riduzione di un centinaio di posizioni nello stabilimento di Comunanza. Una delegazione dei lavoratori di questo sito era presente a Roma durante l’incontro, mentre nelle ore precedenti si è svolta una telefonata tra il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e il ministro Adolfo Urso. Il prossimo appuntamento è fissato per il 14 marzo, data in cui si cercherà di fare ulteriori progressi verso un accordo definitivo.
Intanto, i numeri degli esuberi continuano a essere al centro del dibattito. Beko ha comunicato un aggiornamento: i tagli nell’area impiegatizia, inizialmente previsti in 678 unità, sono stati ridotti a 600. Una cifra che, tuttavia, non placa le preoccupazioni dei sindacati, i quali sottolineano come la questione degli esuberi e degli strumenti per renderli socialmente sostenibili rimanga dirimente. A Fabriano, dove sono a rischio 226 posti di lavoro, le Rsu hanno organizzato un’ora di sciopero e una manifestazione per esprimere il proprio dissenso, ribadendo la necessità di trovare soluzioni che tutelino i lavoratori.




