Beko, raggiunta intesa preliminare dopo 12 ore di trattativa: esuberi fino a 257 a Fabriano
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Redazione Economia
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Dopo una maratona negoziale durata oltre dodici ore, si è arrivati a un testo di intesa preliminare tra Beko, sindacati e ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’accordo, che dovrà ora essere sottoposto al vaglio delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso assemblee e referendum, potrebbe essere firmato già lunedì 14 aprile, sempre al Mimit, se otterrà il via libera.
La vertenza, che riguarda principalmente lo stabilimento di Fabriano, dove sono stati individuati fino a 257 esuberi, è stata affrontata senza ricorrere a licenziamenti unilaterali. Le uscite avverranno esclusivamente su base volontaria, con incentivi che – a seconda dell’età – potranno raggiungere i 90mila euro. Un compromesso che, seppur doloroso per chi sceglierà di lasciare l’azienda, evita il ricorso a procedure più drastiche.
L’intesa, raggiunta alle 2:30 di questa notte dopo un confronto serrato iniziato ieri pomeriggio, prevede anche un piano di investimenti superiore ai 300 milioni di euro, finalizzato a garantire la continuità produttiva di tutti gli stabilimenti coinvolti. Un aspetto non secondario, considerato il timore iniziale di possibili chiusure o ridimensionamenti.
Le trattative, condotte a più riprese con pause dedicate alla valutazione di proposte e controproposte, hanno visto un ruolo attivo del ministero, che ha mediato tra le parti per evitare uno stallo. Ora, però, la parola passa ai diretti interessati: saranno loro, nelle prossime ore, a decidere se approvare o meno il documento.




