Holm si racconta alla vigilia del derby d’Italia: «La Juve è una grande opportunità, voglio restare. E Yildiz ha una qualità impressionante»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ci sono dichiarazioni che, al di là della semplice cronaca di un avvicinamento alla partita, finiscono per tracciare il perimetro di un progetto tecnico e, perché no, di un’identità tattica che si sta definendo. Emil Holm, terzino svedese classe 2000 prelevato in prestito dal Bologna nell’ultima finestra invernale del calciomercato, ha parlato a Sky Sport nel giorno in cui la Juventus affila le armi in vista del derby d’Italia contro l’Inter, e lo ha fatto con una schiettezza che, nelle stanze di Continassa, pare aver convinto anche i più scettici. Non è soltanto l’entusiasmo del neo arrivato, quello che spesso si spegne dopo i primi tre mesi; è piuttosto la consapevolezza di chi sa di avere un’opportunità concreta e non intende sprecarla. «Mi hanno accolto tutti molto bene – ha raccontato il laterale – e voglio dare una mano alla squadra, ogni giorno, per restare anche dopo l’estate». L’obiettivo, insomma, non è quello di fare la comparsa fino a giugno: Holm punta alla permanenza, al riscatto fissato attorno ai quindici milioni di euro, a quella cifra che la dirigenza bianconera valuterà nei prossimi mesi. E intanto si gode il campo.

Il ruolo, Spalletti e quei complimenti arrivati da Spezia

Se è vero che ogni giocatore ha bisogno di tempo per assimilare i meccanismi di un nuovo allenatore, Emil Holm sembra aver compreso subito cosa Luciano Spalletti si aspetti da lui. Non è un dettaglio da poco, se si considera che il tecnico toscano non lascia molto spazio all’improvvisazione. «Mi ha detto che sua moglie è di La Spezia – ha rivelato lo svedese – e che spesso veniva a vedermi quando giocavo lì». Un aneddoto familiare, certo, ma che contiene una verità tecnica innegabile: Holm era già nei radar del commissario tecnico ancora prima di indossare la maglia bianconera, e quella conoscenza pregressa oggi facilita il lavoro quotidiano. «Mi vede come terzino e come quinto – ha proseguito –, mi chiede di spingere forte, di imparare qualcosa ogni giorno e di dare il massimo in entrambe le fasi». Una duttilità che, nel calcio moderno, vale oro: lo svedese può agire in una linea a quattro o da esterno puro nel 3-5-2, e questa versatilità tattica consente a Spalletti di variare l’assetto senza dover rivoluzionare l’undici.

Yildiz, il talento che impressiona e l’inserimento nel gruppo

Quando gli si chiede chi, tra i nuovi compagni, lo abbia maggiormente colpito, Holm non ha esitazioni. «Kenan è forte – ha tagliato corto –, ho giocato contro di lui in allenamento e ha una qualità impressionante». Una dichiarazione che pesa, perché arriva da un professionista che incrocia il turco quotidianamente e che ne osserva da vicino la crescita. Yildiz, d’altronde, rappresenta il presente e il futuro di questa Juventus, e sentirsi dire da un compagno appena arrivato che il suo livello è già così alto non fa che certificare quanto di buono si è visto finora. Ma Holm non parla solo dei fuoriclasse: insiste sull’accoglienza, sul supporto ricevuto, su quella mano tesa dallo spogliatoio che spesso fa la differenza per chi arriva a gennaio, quando la stagione è già entrata nel vivo e i margini di errore sono ridotti al minimo. «Tutti mi hanno aiutato a inserirmi – ha sottolineato – e io voglio ripagare questa fiducia dando il cento per cento in ogni allenamento, in ogni partita, in ogni contrasto». Una dedizione totale, quella promessa, che suona come un messaggio chiaro anche alla società: qui ci sono basi solide per costruire qualcosa di duraturo.

Il derby d’Italia come occasione di risalita

Sabato sera, però, non ci sarà spazio per proiezioni future. All’orizzonte c’è l’Inter, capolista del campionato, quella squadra che al momento occupa il primo posto e che, in caso di vittoria, allungherebbe ulteriormente. Holm lo sa, ma non ha paura. «Se vinciamo recuperiamo punti in classifica – ha ammesso –. La stagione è lunga, certo, ci sono ancora molte partite, ma una gara come questa rappresenta una grande opportunità». L’approccio mentale è quello giusto: non l’ossessione per lo scudetto, non la proclamazione di un obiettivo massimo che potrebbe trasformarsi in boomerang, ma la consapevolezza che i tre punti contro i nerazzurri varrebbero doppio, non solo per la graduatoria ma anche per la spinta emotiva che un successo nel derby d’Italia sa regalare. Holm non usa giri di parole, non si nasconde dietro formule di circostanza. Dice che è una grande chance, che va presa al volo, che battere i campioni in carica ti proietta in una dimensione diversa. E lo dice con la tranquillità di chi, arrivato da poche settimane, si sente già parte integrante di un meccanismo che deve ancora esprimere il suo massimo potenziale.

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