Intesa-Unipol e quel patto che mette al sicuro i risparmi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La difesa dell'italianità del sistema bancario dalle mire di Parigi e la tutela dei risparmi degli italiani. Da qui prende le mosse l'Opas lanciata da Intesa Sanpaolo per Banca MPS, con un ruolo chiave di Unipol per superare le eventuali obiezioni antitrust. E' quanto emerge da una ricostruzione del direttore de La Stampa, Andrea Malaguti, in un articolo che prende le mosse da una "cena di saluti estivi" e dal racconto di "un importante banchiere" vicino a Carlo Messina e Carlo Cimbri, "i due protagonisti della più sorprendente operazione finanziaria degli ultimi dieci anni".
La cena che svela il patto
A tavola con amici torinesi, il banchiere, molto informato, ripercorre i fatti e i retroscena di quell'operazione, spiegando come abbia risolto la guerra del Monte dei Paschi, stabilizzato il sistema bancario e finanziario italiano e messo al sicuro i risparmi degli italiani "almeno per il prossimo secolo".
Il racconto si dipana attraverso la lotta di potere per la conquista di Monte dei Paschi di Siena, la scalata dei due imprenditori, Delfin e Caltagirone, il cui obiettivo ultimo erano le Generali, l'ipotesi del "concerto" e la successiva separazione dei due attori della vicenda, con il trionfo dell'ad di MPS Luigi Lovaglio.
La mossa di Messina e la questione francese
A metà aprile, quando la situazione a Siena sembrava precipitare, entra in partita Carlo Messina. La sua motivazione è duplice: agire per i suoi azionisti e per il suo business, ma anche per il sistema-Paese. Il timore concreto riguarda l'avanzata dei francesi di Crédit Agricole, che nell'azionariato di Banco BPM sono già al 20% con la promessa di arrivare al 30%, controllando il colosso assicurativo Amundi.
"Se il rivale fosse stato Madrid o Francoforte non ci sarebbe stata nessuna differenza", avrebbe spiegato il banchiere, chiarendo che si tratta di un problema di concorrenza diretta e di rispetto dei propri stakeholder. Lasciare che il mercato del risparmio si sbilanciasse in maniera così violenta verso Parigi non era un'opzione percorribile.
L'asse con Cimbri e l'ecosistema blindato
Centrale, in questo scenario, si rivela il ruolo di Carlo Cimbri, con cui Messina ha "un antico rapporto di fiducia". L'alleanza tra il primo gruppo bancario e il colosso assicurativo bolognese sfocia nella creazione di "un ecosistema finanziario solido, stabile e non facilmente aggredibile". Un'operazione che garantisce guadagni, diversificazione, rispetto dei territori e una moltiplicazione del proprio peso nel mercato assicurativo, mantenendo un azionariato completamente italiano.
Una visione Paese per la protezione del risparmio che mira a rassicurare i governi dei prossimi anni, indipendentemente dal loro colore politico, considerato che il Tesoro ha voce in capitolo sulle Fondazioni e che Intesa è il maggiore creditore dello Stato.
La soluzione del nodo antitrust
L'operazione, infatti, è stata costruita proprio per superare i limiti antitrust che finora avevano limitato i margini di manovra nel risiko bancario italiano. L'accordo con Unipol, su cui si lavorava da gennaio, prevede che la compagnia assicurativa acquisisca un pacchetto di 635 filiali di MPS e gran parte delle strutture centrali, incluso il marchio Monte dei Paschi di Siena, creando di fatto la seconda banca italiana attraverso Bper.
Questo schema, già collaudato in passato con l'operazione Ubi Banca, consente a Intesa di evitare le concentrazioni eccessive che sarebbero state altrimenti ostacolate dall'Authority. "Con questa operazione raggiungiamo gli obiettivi del piano e si tratta di un'operazione che consente una stabilizzazione del sistema italiano", ha sottolineato Messina.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
