Fano, la basilica di Vitruvio riemerge e un'idea sfida il cielo
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Redazione Interno
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La conferma, arrivata pochi giorni fa, che sotto la pavimentazione di piazza Costa a Fano giacciano le imponenti fondamenta della Basilica progettata da Vitruvio, ha scatenato un fervore che travalica i confini dell’archeologia pura, proiettandosi verso un futuro in cui la valorizzazione del reperto si mescola a visioni ardite. L’edificio, la cui pianta rettangolare con otto colonne sui lati lunghi e quattro su quelli corti corrisponde esattamente alle descrizioni contenute nel trattato “De Architectura”, non è più una leggenda o un’ipotesi accademica, ma una realtà tangibile che promette di riscrivere, almeno in parte, la storia dell’architettura antica. Il professor Paolo Clini, docente dell’Università Politecnica delle Marche, coglie l’occasione per lanciare una proposta che mira a trasformare radicalmente la percezione del sito e della città stessa, suggerendo di brandizzare Fano come “città ideale di Vitruvio” e immaginando, al di sopra delle rovine appena scoperte, un’installazione contemporanea: una scultura metallica che, in un dialogo tra antico e moderno, segni il profilo urbano e attiri sguardi da lontano.
La firma di una giovane archeologa lodigiana
Accanto all’entusiasmo delle istituzioni e alla pianificazione strategica, la scoperta porta con sé anche il nome di una ricercatrice che, partita da Somaglia, in provincia di Lodi, ha contribuito in maniera determinante a riportare alla luce il passato. Mara Zoppi, 28enne, dopo il diploma classico a Codogno e gli studi in archeologia all’Università Statale di Milano, si è trovata a lavorare su uno scavo la cui rilevanza è stata paragonata, per il suo valore simbolico e storico, a ritrovamenti di portata mondiale. La sua vicenda personale, che l’ha condotta dal lodigiano alle Marche, sottolinea come la ricerca archeologica italiana sappia ancora coinvolgere e far emergere giovani competenze, le cui fatiche quotidiane possono talvolta approdare a traguardi inaspettati e di straordinario rilievo.
Subito visite guidate gratuite nel fine settimana
Mentre il dibattito sulle future sistemazioni prende forma, l’amministrazione locale e la Soprintendenza hanno scelto di non attendere, organizzando per il primo fine settimana utile, quello del 24 e 25 gennaio, una serie di spiegazioni guidate e gratuite a cura degli archeologi della cooperativa adArte. L’iniziativa, che permetterà al pubblico di osservare da vicino le colonne e le strutture basamentali emerse, rappresenta un primo, fondamentale passo per condividere con i cittadini e con i visitatori l’eccezionalità del ritrovamento. Si tratta di un’operazione di divulgazione immediata, volta a creare consapevolezza e a gettare le basi per un più ampio progetto di fruizione che dovrà necessariamente svilupparsi nei prossimi anni, bilanciando esigenze di tutela e di accessibilità.
Il commento della studiosa che non ha mai dubitato
Tra coloro che accolgono la notizia con una particolare soddisfazione c’è la professoressa Ingrid Rowland, docente di Storia presso l’Università Notre Dame e membro del Comitato scientifico del Centro studi Vitruviani, la quale aveva sempre creduto nella concreta esistenza della Basilica proprio in quel punto della città romana di *Fanum Fortunae*. La studiosa americana, che presto visiterà personalmente l’area, ha definito la scoperta “importantissima” e “incredibile per l’imponenza”, sottolineando un aspetto tecnico di grande interesse: la presenza di paraste, elementi architettonici che in questo contesto appaiono “assolutamente inusuali”. Il suo commento, oltre a confermare il valore scientifico dell’operazione, getta uno sguardo specialistico su quei dettagli costruttivi che, agli occhi dei non addetti ai lavori, potrebbero passare inosservati, ma che per gli esperti rappresentano tasselli fondamentali per comprendere la complessità e l’innovazione dell’opera vitruviana.




