Netanyahu si scusa con Trump per il raid sulla chiesa di Gaza: "Errore, indagini in corso"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’ufficio di Benjamin Netanyahu ha avviato un’indagine sul bombardamento che ha colpito la chiesa della Sacra Famiglia, l’unico luogo di culto cattolico nella Striscia di Gaza, dove tre persone hanno perso la vita e altre quattordici sono rimaste ferite. Il primo ministro israeliano, in una conversazione con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha definito l’accaduto «un tragico errore», promettendo chiarezza. Le esplosioni, avvenute a poca distanza dall’edificio sacro, hanno trasformato l’area in un cumulo di macerie, mentre i combattimenti infuriavano nel quartiere di Zeytun, già teatro di violenti scontri.

Padre Ibrahim Faltas, raggiunto telefonicamente, ha confermato la gravità della situazione: «Stanno male, molto male», ha riferito, dopo aver parlato con padre Gabriel Romanelli, parroco della chiesa, e il vice-parroco Yusef Assad. Romanelli, argentino, è stato ferito lievemente a una gamba durante l’attacco. Negli ultimi mesi, la Sacra Famiglia era diventata un rifugio per sfollati in fuga dai bombardamenti, nonostante gli appelli ripetuti della piccola comunità cristiana, spesso ignorati.

Papa Leone XIV, attraverso un telegramma firmato dal cardinale Pietro Parolin, ha espresso «profonda tristezza» per l’accaduto, ribadendo l’urgenza di un cessate il fuoco. Il pontefice, che dopo il 7 ottobre manteneva un contatto costante con padre Romanelli per seguire le sorti dei fedeli a Gaza, ha chiesto preghiere per le vittime e i feriti.

L’episodio ha sollevato nuove critiche sulla condotta militare israeliana, già sotto scrutinio internazionale per l’alto numero di vittime civili. Se Netanyahu ha garantito trasparenza, le parole di scuse non bastano a placare lo sdegno di chi, dentro e fuori Gaza, denuncia una guerra che ha reso la Striscia «irriconoscibile», come ha scritto l’Ansa citando fonti locali. Intanto, i raid continuano, non solo a Gaza ma anche in Siria, dove nuovi bombardamenti hanno fatto tremare la regione.

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