Maxiblitz antimafia a Palermo: 181 arresti e un duro colpo ai clan

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un’operazione straordinaria, frutto di mesi di indagini condotte con precisione chirurgica, ha portato i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo, insieme ai reparti territoriali e speciali dell’Arma, a infliggere un colpo storico alla criminalità organizzata siciliana. Con 181 arresti tra boss, gregari e affiliati, il maxiblitz del 11 febbraio 2025 ha scosso le fondamenta dei principali mandamenti mafiosi del capoluogo e della provincia, confermando ancora una volta l’efficacia delle forze dell’ordine nel contrasto alle mafie.

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Palermo, ha svelato un’alleanza solida tra Cosa nostra e la ‘ndrangheta calabrese, con un focus particolare sul traffico di droga. Attraverso Emanuele Cosentino, affiliato al clan Bellocco, i boss avrebbero sfruttato le competenze informatiche dei calabresi per muoversi nel dark web, acquistare armi e utilizzare tecnologie avanzate per rendere i cellulari non intercettabili. Una strategia che, nonostante la sofisticazione, non è riuscita a sfuggire alla rete degli investigatori.

Le intercettazioni, strumento spesso oggetto di dibattito, hanno giocato un ruolo centrale nell’operazione. A smentire le critiche mosse in passato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, che aveva definito inutili le intercettazioni telefoniche sostenendo che “i mafiosi non parlano al telefono”, sono stati proprio i nastri delle indagini. Questi hanno rivelato dettagli cruciali, confermando ancora una volta l’importanza di uno strumento che, nel caso di Matteo Messina Denaro, aveva già dimostrato la sua efficacia.

Tra gli arrestati spicca la figura di Tommaso Lo Presti, noto come il “Gabibbo”, salito al vertice del mandamento di Porta Nuova dopo l’arresto del latitante Giuseppe Auteri nel marzo 2024. Lo Presti, scarcerato da pochi mesi, avrebbe imposto il suo controllo riducendo i finanziamenti ai detenuti e assumendo il comando del traffico di stupefacenti. Un’ascesa che, tuttavia, è stata bruscamente interrotta dall’operazione dei Carabinieri.

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