Pensioni, il governo frena l'aumento dell'età con una "sterilizzazione selettiva"
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Redazione Economia
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Con l’espressione “sterilizzazione selettiva”, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato in Parlamento un intervento correttivo sul meccanismo di adeguamento automatico dell’età pensionabile alla speranza di vita, il quale, com’è noto, prevede un aumento dei requisiti a scadenze regolari. Quella formula, che ha immediatamente catturato l’attenzione, delinea un approccio differenziato che, secondo le intenzioni dell’esecutivo, non creerebbe categorie di “fortunati” ma riconoscerebbe piuttosto situazioni di maggiore merito o di effettiva difficoltà, selezionando i casi in cui applicare una deroga.
Il freno a scaglioni previsto per il 2027
L’indicazione, peraltro, trova un riscontro concreto nella risoluzione di maggioranza sul Documento di programmazione economico-finanziaria, la quale disegna un freno parziale e progressivo all’aumento. Il piano, che si articola in due distinte tappe, prevede che nel 2027 venga “sterilizzato” uno dei tre mesi di incremento previsti dalla normativa vigente; un intervento che, di fatto, posticipa l’adeguamento per una porzione di lavoratori. L’anno successivo, poi, è attesa una seconda fase di blocco, la quale potrebbe riguardare uno o addirittura entrambi i mesi rimanenti, in un’ottica di graduale mitigazione dell’impatto della legge.
Le categorie che potrebbero essere salvate
La selezione annunciata dal ministro si concentrerebbe in particolare su due tipologie di lavoratori: quelli che hanno avuto un ingresso precoce nel mondo del lavoro e quelli che svolgono professioni usuranti. Per costoro, i quali rappresentano una fetta specifica della popolazione attiva, il governo intende costruire un argine all’innalzamento dell’età, salvaguardandone, in un certo qual modo, il percorso verso il pensionamento. Si calcola, stando ai dati Inps sui flussi di pensionamento, che circa centosettantamila persone, pur avendo maturato i requisiti contributivi necessari, si troverebbero nel 2027 a dover lavorare tre mesi in più a causa del meccanismo di adeguamento, poiché non avranno ancora compiuto la nuova età richiesta.
La posizione sindacale e il confronto in corso
Su un tema così delicato, come era prevedibile, le parti sociali hanno posizioni articolate. Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, ha dichiarato che l’organizzazione non è favorevole all’aumento dell’età pensionabile di tre mesi, pur riconoscendo la necessità di aprire un confronto stabile e complessivo sull’intera materia previdenziale. Un dialogo, il suo, che prosegue negli incontri con il governo sulla prossima legge di Bilancio, dove si decideranno molti degli equilibri futuri. La questione, del resto, tocca da vicino gli interessi di molti, alcuni dei quali si vedranno costretti a rimandare i propri progetti di quiescenza.




