Cosenza, ok da Crotone per lo Scida. Salta la trattativa con Rota
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Redazione Sport
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Il Comune di Crotone ha concesso il via libera all'utilizzo dello stadio "Ezio Scida" da parte del Cosenza Calcio, un passo determinante che consente alla società rossoblù di completare la documentazione necessaria per l'iscrizione al prossimo campionato di Serie C, con la scadenza fissata per il 16 giugno.
La decisione giunge in un momento critico per il club silano, costretto a cercare un impianto alternativo a causa della revoca della licenza d'uso del "San Vito-Marulla", dichiarato inagibile dal Comune di Cosenza a seguito di provvedimenti che hanno sospeso la convenzione e la licenza d'uso tra l'11 e il 12 giugno. Una situazione, quella legata all'impianto di gioco, che rischiava di trasformarsi in un ostacolo insormontabile per la partecipazione al campionato, come la stessa società aveva evidenziato in una lettera indirizzata al Comune.
L'intesa, condivisa anche con il Crotone Calcio, rappresenta una soluzione temporanea, in attesa che vengano risolte le problematiche dello stadio cittadino, con l'obiettivo dichiarato di tornare a giocare al "San Vito-Marulla" non appena le condizioni lo permetteranno.
Una soluzione di emergenza per l'iscrizione
L'apertura dell'amministrazione comunale di Crotone, guidata dal sindaco Vincenzo Voce, ha sbloccato un'impasse che rischiava di compromettere il futuro immediato della società. La necessità di indicare un impianto omologato nel dossier di iscrizione alla Lega aveva spinto il presidente Eugenio Guarascio a valutare diverse opzioni, individuando nello Scida la soluzione più concreta per rispettare le scadenze federali.
Il presidente del Crotone, Gianni Vrenna, ha definito l'atto "doveroso" nei confronti di una squadra calabrese in difficoltà, sottolineando come negare la disponibilità dello stadio sarebbe stato fuori dal mondo, in un momento in cui anche il suo club ha rischiato seriamente di non iscriversi al campionato, riuscendo a ottemperare agli adempimenti solo all'ultimo minuto.
Il naufragio della trattativa con Vincenzo Rota
In parallelo alla vicenda dello stadio, si è consumato l'ennesimo capitolo di una telenovela che tiene banco sulle sorti societarie del Cosenza Calcio, con la definitiva rottura delle trattative per la cessione del club. L'imprenditore Vincenzo Rota, attraverso una nota ufficiale, ha annunciato il naufragio delle negoziazioni per l'acquisizione del 100% delle quote, attribuendo la responsabilità alla proprietà guidata da Eugenio Guarascio, rea di non aver voluto incontrare il suo gruppo.
Secondo quanto dichiarato da Rota, la proposta avanzata, che prevedeva un progetto imprenditoriale di ampio respiro con il coinvolgimento di professionisti del territorio e la creazione di un centro sportivo, non sarebbe stata ritenuta "meritevole nemmeno di un incontro alla presenza della proprietà del Cosenza Calcio".
Le repliche della proprietà e il futuro incerto
La proprietà rossoblù ha risposto alle accuse di Rota attraverso i propri legali, gli avvocati Francesco Caputo, Alessio De Bartolo e Francesco De Sensi, chiarendo le dinamiche della fase iniziale della trattativa. Secondo la ricostruzione fornita dalla difesa, il primo interlocutore della società sarebbe stato Rota in qualità di amministratore della San Vincenzo Srl, un soggetto che aveva sottoscritto l'accordo di riservatezza necessario per avviare il confronto sulla cessione del club.
Le interlocuzioni, tuttavia, si sarebbero svolte esclusivamente alla presenza dei legali incaricati dalla proprietà, senza che si arrivasse a un confronto diretto con Guarascio. Con l'iscrizione alla Serie C ormai formalizzata grazie all'ok per l'utilizzo dello stadio di Crotone, il futuro del club rimane ancora avvolto nell'incertezza, con i tifosi che vedono sfumare l'ennesima possibilità di un cambio di governance.




