Turisti stranieri in Usa, tra controlli social e nuovi obblighi per l'ingresso

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Viaggiare negli Stati Uniti, per coloro che provengono da Paesi come l'Italia che finora hanno goduto dell'esenzione dal visto, potrebbe presto richiedere molto più del semplice passaporto biometrico. L'amministrazione Trump, attraverso una proposta dell'Agenzia per la protezione delle frontiere (CBP) e del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS), ha infatti avviato un processo che potrebbe portare a un significativo inasprimento dei controlli in ingresso, estendendo a tutti i viaggiatori quel sistema di "controllo estremo" finora riservato principalmente ai richiedenti il visto. La proposta, pubblicata sul Federal Register e ora sottoposta a sessanta giorni di consultazione pubblica, mira a modificare le regole del programma di esenzione dal visto e, di conseguenza, anche quelle dell'ESTA, l'autorizzazione elettronica che consente di entrare nel Paese per turismo o affari.

Il cuore della proposta: la vita digitale sotto esame

Al centro del provvedimento, che si inserisce in una più ampia strategia di sicurezza nazionale, vi è l'obbligo per i viaggiatori di dichiarare e consentire l'accesso a tutti i propri profili sui social media utilizzati negli ultimi cinque anni. Una misura che, sebbene in passato fosse già stata richiesta in forma facoltativa o per categorie specifiche, diventerebbe così sistematica e vincolante per chiunque, trasformando il confine digitale in una frontiera altrettanto decisiva di quella fisica. Le autorità statunitensi, le quali hanno più volte sottolineato l'utilità di tali dati per valutare possibili minacce o incongruenze nelle dichiarazioni dei viaggiatori, potrebbero così setacciare l'attività online degli individui, analizzando contatti, pubblicazioni e interazioni su piattaforme che spaziano dai colossi globali a servizi di messaggistica più circoscritti.

Oltre i social: l'albero genealogico e l'identificazione biometrica

L'esame della sfera digitale non rappresenterebbe, tuttavia, l'unico elemento di novità. La proposta, infatti, prevede anche l'obbligo di fornire informazioni dettagliate sui propri familiari, ricostruendo di fatto una mappa dei legami parentali del richiedente, e di sottoporsi a una identificazione biometrica più stringente. Quest'ultima passerebbe attraverso l'acquisizione di un selfie tramite un'app dedicata, finalizzata a ottenere un'immagine in alta definizione da confrontare con i dati del passaporto e con archivi esistenti, un passo ulteriore rispetto alla semplice lettura elettronica del documento. Alcuni di essi, come il selfie digitale, sono già stati integrati nella procedura ESTA, segnalando una direzione chiara verso cui si muove l'intero sistema di controllo alle frontiere.

Un cambiamento di paradigma per i viaggiatori

L'eventuale approvazione di queste regole segnerebbe una svolta profonda nell'esperienza del viaggio verso gli Stati Uniti, introducendo un livello di scrutinio personale senza precedenti per i milioni di turisti e business traveler che ogni anno si avvalgono dell'esenzione dal visto. La necessità di concedere l'accesso a una così ampia fetta della propria vita privata, comprendente sia le relazioni familiari che l'espressione sui social network, solleva inevitabilmente questioni di equilibrio tra esigenze di sicurezza e tutela della privacy, mentre le autorità procedono nella loro valutazione dei commenti ricevuti durante il periodo di consultazione.

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