Il mercato del lusso globale resiste, nonostante 70 milioni di clienti in meno

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nonostante un clima internazionale, caratterizzato da persistenti incertezze geopolitiche e da un’economia tutt’altro che stabile, il mercato globale del lusso dimostra una resilienza inaspettata, mantenendosi su livelli di spesa sostanzialmente invariati. È questo il quadro che emerge dal “Luxory Goods Worldwide Market Study”, l’analisi condotta annualmente da Bain & Company in collaborazione con Altagamma, la quale stima per il 2025 un volume d’affari di circa 1.440 miliardi di euro, con una variazione marginale, compresa tra l’uno percento in positivo e l’uno in negativo, rispetto all’anno precedente. Una stabilità che, se da un lato rassicura gli operatori del settore, dall’altro cela una trasformazione profonda nella composizione della clientela, la quale registra un calo di ben settanta milioni di acquirenti a partire dal 2022, un dato che costringe a riflettere sulle dinamiche in atto.

La tenuta del segmento europeo e lo shopping dei viaggiatori

A confermare questa tendenza, contraddistinta da una solidità non scontata, contribuiscono i dati sull’Europa, dove il mercato Tax Free del lusso – quello legato ai viaggiatori internazionali – ha mostrato segni di stabilizzazione nel corso dei primi nove mesi dell’anno. Pier Francesco Nervini, COO North&Central Europe & Global Accounts di Global Blue, ha sottolineato proprio questa solida resilienza durante la presentazione dei risultati all’Osservatorio Altagamma, evidenziando come il comparto, nonostante le difficoltà generali, sia riuscito a reggere l’impatto di fattori esterni avversi. Si tratta di un segnale importante, che indica una certa capacità di adattamento del sistema, il quale continua ad attrarre una fetta di consumatori disposti a spendere nonostante le turbolenze.

Le previsioni per il 2026 e il cambio nelle abitudini di spesa

Oltre alla fotografia del presente, i due studi presentati – l’Altagamma Consensus 2026 e l’Altagamma-Bain Worldwide Luxury Market Monitor 2025 – provano a tracciare una linea per il futuro immediato, ipotizzando per il prossimo anno una crescita del cinque percento per il mercato dei beni di lusso, che dovrebbe raggiungere un valore di 358 miliardi. Le ultime trimestrali, seppur con risultati alterni, lasciano infatti intravedere qualche segnale di speranza. A trainare il settore, secondo le analisi, sono soprattutto i super ricchi, i quali, tuttavia, stanno progressivamente spostando le loro preferenze di consumo. La spesa, infatti, si sta orientando sempre di più dai prodotti tradizionali, come abbigliamento e accessori, verso esperienze esclusive e di alto livello, che spaziano dalle vacanze su misura ai ristoranti stellati, senza tralasciare il comparto nautico degli yacht.

La nuova geografia del lusso tra beni ed esperienze

Questo cambiamento di rotta, che vede i consumatori più facoltosi privilegiare l’investimento in momenti piuttosto che in oggetti, sta ridisegnando i confini stessi dell’industria dell’alta gamma. Se da una parte il core dei beni di lusso mantiene il suo valore, è indubbio che una parte significativa del budget venga oggi destinata a settori che offrono un piacere effimero ma personalizzato. La spesa globale, sebbene stazionaria in termini assoluti, riflette dunque una transizione verso un modello di consumo più esperienziale, il quale, pur sostenendo l’intero mercato, ne modifica la struttura interna e le prospettive di sviluppo, spingendo i brand a ripensare le proprie strategie per intercettare una domanda sempre più volatile e sofisticata.

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