Assegno sociale 2026 da 546 euro, via alla domanda semplificata sul sito Inps
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Redazione Interno
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L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, recependo le istanze di semplificazione che da tempo caratterizzano il dibattito sulle prestazioni assistenziali, ha dato corso a un significativo aggiornamento della procedura di richiesta per l'assegno sociale ordinario. La novità, ufficializzata con il messaggio numero 1997 dello scorso 15 giugno, introduce un iter digitale rinnovato che punta a ridurre gli errori di compilazione e ad accelerare i tempi dell'istruttoria, alleggerendo al contempo il carico di lavoro degli uffici periferici.
Questo intervento, che si inserisce nel più ampio progetto di digitalizzazione finanziato con le risorse del Pnrr, mira a rendere il canale self-service effettivamente accessibile anche a quella fascia di utenti che, per ragioni anagrafiche o di dimestichezza tecnologica, potrebbe altrimenti essere scoraggiata dalla burocrazia.
Un percorso guidato e dati precompilati
Accedendo alla sezione dedicata del portale, il richiedente si trova ora di fronte a un'interfaccia che recupera in maniera automatica alcuni dati anagrafici fondamentali, come lo stato civile e la cittadinanza, attingendo direttamente dagli archivi già in possesso dell'ente previdenziale. La scelta, se da un lato velocizza la fase iniziale della procedura, dall'altro lascia comunque all'utente la facoltà di modificare le informazioni proposte, qualora queste dovessero risultare non aggiornate o parzialmente inaccurate.
Durante la compilazione, l'utente viene inoltre supportato da messaggi esplicativi e tooltip informativi che chiariscono i requisiti richiesti e la documentazione da allegare, riducendo così il margine di errore in passi delicati come la dichiarazione dei periodi di separazione o divorzio, per i quali è stata anche rimossa la precedente limitazione sul numero di provvedimenti caricabili.
Controlli automatici per i requisiti di soggiorno
Particolare attenzione, nella nuova procedura, è stata riservata alla verifica del requisito del soggiorno legale e continuativo in Italia per almeno dieci anni, un passaggio spesso critico nella valutazione delle domande. Il sistema, a tal proposito, implementa dei controlli cosiddetti "bloccanti" che impediscono di proseguire con la richiesta qualora la data di inizio del soggiorno non risulti coerente con quanto stabilito dalla normativa.
Parallelamente, è stata creata una sezione dedicata in cui il cittadino può dichiarare eventuali periodi di assenza dal territorio nazionale, specificandone le motivazioni e allegando la relativa documentazione, un elemento che contribuisce a una valutazione più completa e puntuale del caso da parte degli istruttori. Per i cittadini extracomunitari, infine, l'aggiornamento prevede un'interconnessione con l'archivio PE.SO.
Di ArcaNet, che consente l'acquisizione automatica delle informazioni relative al permesso di soggiorno di lungo periodo, evitando così al richiedente di produrre ulteriori certificazioni.
La campagna proattiva per intercettare i beneficiari
A corollario di questo intervento sulla procedura, l'Inps ha avviato anche una campagna di comunicazione proattiva, resa possibile grazie alla "Piattaforma di Personalizzazione e Proattività". Dal 15 giugno, l'Istituto sta contattando direttamente, tramite apposita comunicazione nell'area riservata MyInps, i cittadini che potrebbero aver diritto alla prestazione e che hanno preventivamente espresso il proprio consenso ai servizi proattivi.
Questo approccio, che non sostituisce la presentazione della domanda ma la sollecita, rappresenta un tentativo di intercettare situazioni di bisogno latente, invitando i potenziali beneficiari a verificare i requisiti e, in caso, a completare l'iter per ottenere il sostegno economico. L'importo della prestazione, ricordiamolo, è stato rivalutato per il 2026 e ammonta a 546,24 euro mensili per tredici mensilità, con un limite di reddito annuo per il richiedente non coniugato fissato a 7.101,12 euro.




