Mondiali 2026, Turchia fuori dopo due partite. Montella nel mirino, futuro in bilico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non era certo questo il mondiale che la Turchia e il suo commissario tecnico, Vincenzo Montella, avevano immaginato. La nazionale turca ha salutato anzitempo la competizione a stelle e strisce, dopo aver incassato due sconfitte consecutive nelle prime due uscite del girone D: un ko per 2-0 contro l'Australia e un altrettanto pesante 0-1 contro il Paraguay, che di fatto hanno sancito l'eliminazione matematica dalla rassegna iridata a cui mancava da ben 24 anni.

Con zero punti e zero gol all'attivo, la Turchia si ritrova all'ultimo posto del girone, e l'ultima sfida contro gli Stati Uniti, in programma nella notte tra il 25 e il 26 giugno, diventa per l'allenatore italiano un impegno ormai ininfluente ai fini della classifica.

La beffa del gol lampo e il record negativo

Contro il Paraguay, la speranza di riscattare l'esordio sfortunato è durata lo spazio di un minuto. Al 2', Matías Galarza ha trovato il varco giusto e con un preciso sinistro ha firmato il vantaggio sudamericano, un gol che ha immediatamente messo la Turchia in salita e che è destinato a rimanere negli annali come uno dei più rapidi del torneo. La gara è poi cambiata al 48', quando l'espulsione di Miguel Almirón, dovuta al cartellino rosso per essersi coperto la bocca mentre parlava con un avversario, ha lasciato il Paraguay in dieci uomini per tutto il secondo tempo.

Nonostante l'inferiorità numerica dell'avversario e un pressing costante, la squadra di Montella si è dimostrata sterile, incapace di bucare la rete nonostante i numerosi tentativi.

A fine partita, il tecnico italiano non ha nascosto la sua amarezza, definendo l'accaduto "incredibile" e sottolineando come in 35 anni di carriera non gli fosse mai capitato di assistere a una simile sfortuna. Le statistiche sono impietose: tra le due partite, la Turchia ha collezionato 65 tiri verso la porta senza mai trovare il gol, un'inefficienza offensiva che Montella ha faticato a spiegare, attribuendola a un destino avverso e alla mancanza di cinismo sotto porta. I calciatori, ha aggiunto, hanno lottato e dato tutto, ma il gol non è arrivato.

Futuro in bilico e malumore in patria

La clamorosa eliminazione ha scatenato un'ondata di critiche in Turchia, dove Montella è passato dall'essere l'eroe che aveva riportato la nazionale a un Mondiale dopo decenni a bersaglio delle polemiche. I social network sono stati immediatamente inondati di messaggi che chiedevano l'esonero del tecnico, con hashtag che chiedevano un cambio in panchina.

I commenti hanno messo in discussione le sue scelte tattiche e la gestione di una generazione di talenti, ritenuta la più forte degli ultimi vent'anni, con giocatori del calibro di Hakan Çalhanoğlu, Kenan Yıldız e Arda Güler che non sono riusciti a esprimere il loro valore.

Per il momento, la Federazione turca ha scelto di prendere tempo. Le decisioni sul futuro di Montella, che ha un contratto fino al 2028, verranno rimandate a dopo l'ultima partita del girone contro gli Stati Uniti. Tuttavia, il clima è di grande tensione: sebbene il tecnico italiano abbia dichiarato di non voler mollare e di essere pronto a ripartire dai giovani, il rapporto con la federazione si è incrinato profondamente.

I possibili scenari futuri

In caso di addio anticipato dalla panchina della Turchia, lo scenario che si profila vede Montella tornare in Italia, ma senza una squadra precisa, pronto magari a subentrare in Serie A a stagione in corso, qualora dovessero verificarsi esoneri. Una delle ipotesi più accreditate in caso di separazione lo vorrebbe al Fenerbahçe, squadra che è alla ricerca di un nuovo allenatore dopo l'esonero di Domenico Tedesco dello scorso aprile.

Sul suo contratto, però, grava una clausola che prevede una penale di circa un milione di euro, pari a circa la metà del suo ingaggio annuale, nel caso sia lui a decidere di andare via. La partita contro gli Stati Uniti sarà l'ultima occasione per provare a salvare la faccia, ma il verdetto sul futuro del "Aeroplanino" è ormai appeso a un filo.

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