Il sogno infranto della Turchia: Montella e i 65 tiri che non valgono un gol
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Redazione Sport
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Non è stato un gran Mondiale quello della Turchia, anzi: la nazionale di Vincenzo Montella è stata eliminata dopo le prime due partite perdendole entrambe. All'esordio hanno preso due gol dall'Australia; nella seconda giornata della fase a gironi, invece, sono stati affondati dal Paraguay. La Turchia è ultima nel gruppo D con zero punti e zero reti, e la terza gara contro gli Stati Uniti, in programma la notte tra giovedì 25 e venerdì 26 giugno alle 4, diventa inutile per l'allenatore italiano ai fini della classifica.
L'incredulità di Montella: "Una volta ogni 50 partite"
La scorsa notte è arrivata una delle prime grandi sorprese di questo Mondiale, ovvero l'eliminazione della Turchia. La selezione turca, dopo il ko con l'Australia, è uscita sconfitta anche contro il Paraguay. Al termine della gara, il commissario tecnico italiano ha commentato così l'eliminazione in conferenza stampa: "È davvero incredibile, arriviamo da due prestazioni di altissimo livello in cui abbiamo calciato 65 volte verso la porta in due partite senza riuscire a segnare e abbiamo concesso pochissimo agli avversari. sinceramente, una cosa del genere non mi era mai successa in 35 anni di calcio. È evidente che, in queste due partite, il destino non sia stato dalla nostra parte".
A pesare, più di ogni altra statistica, è il dato relativo ai tiri in porta. I 65 tentativi complessivi rappresentano il maggior numero di conclusioni senza gol in un arco di due partite nella storia della competizione (dal 1966). Una sterilità offensiva che ha trasformato un'avventura iniziata tra grandi speranze in una débâcle storica per una nazione che mancava dai Mondiali da ventiquattro anni; l'ultima partecipazione risaliva al 2002, quando la Turchia conquistò un memorabile terzo posto in Giappone e Corea del Sud.
Il flop e il futuro in bilico
La Turchia esce dal Mondiale dove era entrata con una promessa: dimostrare che il quarto di finale di Euro 2024 non era stato un episodio, ma l'inizio di un ciclo. La sconfitta per 1-0 contro il Paraguay, firmata da Galarza al 2', ha trasformato quella promessa in un atto d'accusa. Il ko è maturato nonostante un secondo tempo giocato in superiorità numerica per l'espulsione di Miguel Almirón nel recupero del primo tempo, ma la squadra non è riuscita a sfruttare l'opportunità.
Secondo le prime indiscrezioni, il destino di Montella sembra ormai segnato: al rientro in Turchia, dopo l'ultima partita contro gli Stati Uniti, lascerà la panchina della nazionale, verosimilmente con un esonero. Per l'ex tecnico della Fiorentina e del Milan, tuttavia, non mancano le opportunità. Restando in Turchia, potrebbe aprirsi la possibilità di ripartire dal Fenerbahce, club di Istanbul che è attualmente senza allenatore dopo la partenza di Domenico Tedesco, finito al Bologna.
Le dichiarazioni nel dopopartita
Nel dopopartita, Montella ha voluto difendere il lavoro del gruppo, sottolineando l'orgoglio per l'impegno profuso nonostante il risultato negativo: "Ho detto ai miei giocatori che hanno dato il massimo in campo e che dovrebbero tenere la testa alta. Non c'è modo di sfuggire al destino". L'allenatore ha anche aggiunto, con un pizzico di amarezza, che se qualcuno riesce a spiegargli la logica di una partita in cui la sua squadra produce tanto senza segnare, è pronto a imparare.
L'ultima sfida contro gli Stati Uniti, in programma a Los Angeles, avrà ormai il sapore di una semplice formalità: una passerella che non potrà cancellare la delusione per un mondiale terminato troppo presto.




