Giallo a Oslo sulla presenza di Maria Corina Machado per il Nobel per la Pace
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
L'atmosfera nella capitale norvegese, già carica per l'imminente cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento, è ora attraversata da un filo di apprensione e incertezza. A poche ore dall'evento, infatti, è stata annullata senza preavviso la conferenza stampa che la vincitrice del premio Nobel per la Pace 2025, Maria Corina Machado, avrebbe dovuto tenere. Un fatto, questo, che ha alimentato il mistero sulla sua effettiva presenza in sala, considerando come la leader dell'opposizione venezuelana non compaia in pubblico da molti mesi, costretta a vivere in clandestinità nel suo Paese per evitare l'arresto da parte delle autorità.
L'attesa dei giornalisti e il silenzio degli organizzatori
Davanti al Grand Hotel, dove risiedono alcuni suoi familiari, si è radunata una folla di giornalisti in attesa di un segnale, di un indizio che possa sciogliere l'enigma. La domanda che molti si pongono, mentre la città si veste di striscioni e prepara il protocollo per gli illustri ospiti, è se Machado riuscirà materialmente a superare gli ostacoli e a raggiungere Oslo. La sua latitanza, gestita da una rete di sostenitori che ne protegge l'identità e gli spostamenti, rende ogni previsione azzardata. L'annullamento dell'incontro con la stampa, per di più, non è stato seguito da alcuna comunicazione ufficiale che ne fissi una nuova data, lasciando un vuoto di informazioni che pesa sull'intera organizzazione.
Un premio che ha scavalcato ogni pronostico
L'assegnazione del Nobel a Machado, lo scorso ottobre, colse molti di sorpresa, rappresentando un atto di visibilità internazionale senza precedenti per la sua battaglia contro quello che il comitato norvegese definì un regime autoritario. Una scelta, come è noto, che non mancò di suscitare reazioni anche a livello diplomatico, coinvolgendo persino il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il premio, in ogni caso, ha posto i riflettori sulla complessa situazione venezuelana e sulla figura della cosiddetta "dama de hierro", esclusa dalle scorse elezioni presidenziali attraverso strumenti giuridici contestati da una parte della società civile.
La cerimonia tra riconoscimento e assenza
Ora, con la sala già predisposta e gli inviti diramati, resta da vedere se il seggio destinato alla vincitrice rimarrà vuoto. La storia del Nobel conosce altri casi di premiati impossibilitati a ritirare di persona il riconoscimento, per motivi politici o di detenzione, ma l'ultima ora di incertezza su Machado conferisce a questa edizione un carattere di eccezionale suspence. Gli sviluppi giudiziari in Venezuela, dove pesano su di lei accuse definite pretestuose dai suoi avvocati, rendono ogni suo movimento un'operazione ad alto rischio, della quale i suoi stessi collaboratori diffidano a parlare, per non comprometterne la sicurezza.




