Il Pd in piazza contro il balzello: “La destra tradisce la logistica”
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Redazione Economia
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Non si placano le proteste contro la tassa di due euro sui pacchi provenienti da Paesi extra Unione Europea, un provvedimento voluto dal governo e entrato in vigore lo scorso primo gennaio, sia pure con una fase di rodaggio, e che sta già mostrando tutte le sue criticità. Questa mattina, a Montecitorio, il Circolo del Partito Democratico Trasporto Merci e Logistica ha organizzato un flash mob, con tanto di striscioni tricolori esposti davanti al Parlamento mentre nell’aula della Camera riprendevano le votazioni sugli emendamenti al decreto Milleproroghe. “Stop tassa Meloni sui pacchi” e “La destra tradisce la logistica” le scritte che campeggiavano in piazza, a sottolineare una mobilitazione che ha visto al fianco dei lavoratori del settore anche alcuni deputati dem, tra cui Silvia Roggiani -4.
L’effetto boomerang di una misura contestata
Il contributo, che grava su ogni singola spedizione di valore inferiore ai centocinquanta euro proveniente dall’estero, nasceva con l’intenzione dichiarata di arginare l’invasione di merce a basso costo, in particolare quella veicolata da colossi asiatici dell’e-commerce come Temu, Shein o AliExpress, e di tutelare in questo modo il mercato interno -6. L’obiettivo era anche quello di recuperare risorse per la copertura di altre misure della manovra finanziaria, con una stima di gettito che oscillava tra i centoventi e i duecentoquarantacinque milioni di euro all’anno -2. Tuttavia, a poche settimane dall’entrata in vigore, il quadro che emerge è profondamente diverso e, per molti versi, paradossale. Le grandi piattaforme di vendita online, forti di una struttura logistica flessibile e capillare in Europa, hanno prontamente messo in atto strategie per aggirare il balzello italiano, sfruttando le maglie larghe del mercato unico. Il meccanismo è relativamente semplice: invece di far atterrare i voli cargo direttamente in Italia, quei voli vengono dirottati verso scali di altri Paesi dell’Unione, come Francia, Germania, Belgio o Ungheria, dove la tassa non è in vigore; da lì, la merce prosegue poi il suo viaggio verso la penisola a bordo di camion, una soluzione che, nonostante la maggiore lunghezza del tragitto, risulta economicamente più vantaggiosa rispetto al pagamento del contributo per ogni singolo pacco -2-9.
I numeri del contraccolpo logistico
A farne le spese, in questa riorganizzazione dei flussi commerciali, è l’intero sistema logistico italiano, che si trova a dover fronteggiare un calo significativo dei volumi di traffico. Le conseguenze sono già tangibili e preoccupanti, soprattutto per quegli hub aeroportuali che avevano fatto del cargo il loro punto di forza. All'aeroporto di Malpensa, per esempio, si registra una flessione drammatica: da una media di cinque milioni e settecentomila chilogrammi di merce importata a dicembre, si è passati a soli due milioni e cinquecentomila chilogrammi nel mese di gennaio -10. Un crollo che si traduce, inevitabilmente, in una perdita secca di posti di lavoro e di fatturato per le aziende del settore. Secondo le rilevazioni dell’Agenzia delle Dogane, le spedizioni di valore inferiore ai centocinquanta euro hanno subito una contrazione di circa il quaranta per cento nei primi quindici giorni dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2025, un dato che conferma come la misura stia semplicemente spostando il traffico altrove -2. Andrea Cappa, direttore generale di Confetra, la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica, ha denunciato come dall’inizio dell’anno lo scalo milanese abbia perso oltre trenta voli merci, dirottati verso aeroporti concorrenti come Liegi, Budapest, Francoforte e Parigi -5.
La mossa della Francia e l’incertezza politica
Proprio la Francia, che pure ha annunciato l’introduzione di una tassa analoga di due euro, in vigore dal primo marzo, rappresenta uno di quei Paesi che oggi stanno beneficiando del traffico deviato dall’Italia -1. La mossa di Parigi, che segue l’esempio italiano in attesa dell’entrata in vigore a luglio del dazio europeo di tre euro deciso dal Consiglio Ue, rischia paradossalmente di aggravare ulteriormente la posizione dell’Italia nel breve periodo, creando un ulteriore polo di attrazione per le merci in transito. Nel frattempo, sul fronte politico italiano, la pressione per una sospensione o una modifica del provvedimento si fa sempre più insistente. Il Partito Democratico, attraverso i suoi rappresentanti, continua a chiedere al governo di fare un passo indietro. L’accantonamento in commissione alla Camera di un emendamento a prima firma Roggiani, che mirava a stoppare il balzello, è stato interpretato dai dem come un primo, timido segnale, ma non sufficiente -3-10. I deputati Roggiani e Andrea Casu hanno ribadito come il governo Meloni abbia scelto la strada di un “auto-dazio” che danneggia esclusivamente le imprese nazionali, chiedendo il ritiro definitivo di una tassa che, nei fatti, sta penalizzando l’Italia in un settore strategico come quello della logistica. Un emendamento simile, presentato da Forza Italia per rinviare l’applicazione della tassa almeno fino a luglio, sarebbe stato invece accantonato, lasciando la situazione in una fase di stallo in cui, però, gli effetti negativi continuano a manifestarsi -2-7.
Description: Flash mob del Pd a Montecitorio contro la tassa di due euro sui pacchi extra Ue. Proteste per i danni alla logistica mentre la Francia segue l'esempio italiano.




