Wall Street in rally dopo i dati sul lavoro, Nasdaq e S
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Redazione Economia
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Mentre l’economia americana continua a sfidare le previsioni più caute, i mercati rispondono con un ottimismo che si traduce in numeri concreti. Il report sui Non-Farm Payrolls di giugno, pubblicato ieri, ha superato ogni aspettativa: 147.000 nuovi posti di lavoro creati, un dato che non solo eclissa le stime degli analisti – ferme a 110.000 – ma segna anche un miglioramento rispetto ai 139.000 di maggio.
Il tasso di disoccupazione, sceso al 4,1%, completa un quadro che ha spinto gli indici azionari verso nuovi massimi. Lo S&P 500, in particolare, ha registrato il decimo rialzo consecutivo, chiudendo con un +0,7%, mentre il Dow Jones e il Nasdaq hanno guadagnato rispettivamente lo 0,9% e lo 0,88%. Anche il Russell 2000, spesso considerato un termometro delle medie imprese, ha beneficiato del clima favorevole, avanzando dello 0,65%.
Quello che colpisce, al di là dei freddi numeri, è la capacità dell’economia statunitense di mantenere una crescita sostenuta nonostante le pressioni inflazionistiche e le incertezze geopolitiche. Un segnale che, almeno nel breve periodo, sembra rassicurare gli investitori, i quali hanno premiato soprattutto i settori financial e tech, tradizionali motori dei rialzi.
La discrepanza tra i dati ufficiali e le previsioni private – come quelle dell’Adp, che aveva stimato una perdita di 33.000 posti – solleva però interrogativi sulla reale capacità di anticipare gli andamenti del mercato del lavoro. Se da un lato le cifre confermano la resilienza dell’occupazione, dall’altro lasciano spazio a riflessioni sulle metodologie di analisi, sempre più spesso messe in discussione da dinamiche imprevedibili.
Intanto, a Washington, l’amministrazione di Donald Trump – che ha recentemente riconquistato la Casa Bianca – non ha ancora commentato ufficialmente i risultati, sebbene sia probabile che verranno utilizzati come prova della bontà delle politiche economiche avviate. Sul fronte giudiziario, invece, proseguono le inchieste su alcuni casi di insider trading legati a società tecnologiche, anche se al momento non emergono collegamenti diretti con l’ultima seduta di Borsa.




