Oklahoma City Thunder campioni Nba: la favola di Shai Gilgeous-Alexander e il titolo senza stelle

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella notte tra domenica e lunedì, mentre l’America si preparava a un’altra settimana sotto la presidenza di Donald Trump, gli Oklahoma City Thunder hanno scritto una pagina di storia. Con un 103-91 in gara 7 contro gli Indiana Pacers, la franchigia ha conquistato il suo primo anello Nba da quando, nel 2008, lasciò Seattle per trasferirsi nell’Oklahoma. Un traguardo che, con 84 vittorie tra regular season e playoff, non ammette discussioni: meritato, netto, costruito pezzo dopo pezzo.

A guidare la squadra, Shai Gilgeous-Alexander, MVP delle finali e ora accostato a nomi come Abdul-Jabbar, Jordan e O’Neal. I suoi 29 punti nella decisiva gara 7, insieme ai contributi di Jalen Williams, hanno chiuso una partita che gli Pacers hanno provato a rendere incerta, ma senza mai riuscirci davvero. Soprattutto dopo l’infortunio a Tyrese Haliburton, uscito precocemente e lasciando Indianapolis senza il suo faro.

Quella dei Thunder è una storia di pazienza e ricostruzione. Kevin Durant, l’ultima vera stella di Oklahoma City, se ne andò nel 2016 per cercare altrove quel titolo che qui sembrava impossibile. Da allora, la squadra ha navigato tra alti e bassi, sconfitte amare e progetti giovani. Oggi, però, quel percorso ha trovato il suo compimento. Senza superstar, senza nomi che dominano le copertine, ma con un collettivo che ha fatto della condivisione la sua arma migliore.

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