Oklahoma City Thunder campioni Nba: la notte storica di Gilgeous-Alexander e la festa che infiamma le strade
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Redazione Sport
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Nella notte tra domenica e lunedì, mentre l’America seguiva con il fiato sospeso l’epilogo di una finale tiratissima, i Thunder di Oklahoma City hanno scritto una pagina indelebile della loro breve ma intensa storia. Battendo gli Indiana Pacers per 103-91 in gara 7, la squadra guidata dall’Mvp canadese Shai Gilgeous-Alexander – autore di 29 punti e 12 assist – ha conquistato il primo titolo Nba dall’arrivo della franchigia nella città sedici anni fa. Un traguardo che, seppur atteso dopo una stagione dominata, assume i contorni di una rivincita: non solo sul piano sportivo, ma anche simbolico, considerando le ferite lasciate dal trasferimento da Seattle nel 2008 e le delusioni accumulate negli anni successivi.
La partita, giocata al Gainbridge Fieldhouse di Indianapolis, ha visto i Pacers privi già dopo sette minuti della loro stella Tyrese Haliburton, costretto a lasciare il campo per un infortunio alla coscia sinistra. Un colpo durissimo per Indiana, che pure ha tentato di reagire grazie a Pascal Siakam (24 punti) e Myles Turner (18), ma ha dovuto arrendersi alla superiorità tattica e fisica degli avversari. Oltre a Gilgeous-Alexander, decisivo è stato l’apporto di Jalen Williams, fresco di esperienza universitaria, che ha chiuso con 20 punti e 7 rimbalzi.
Il paragone con altre imprese sportive, come quella del Psg in Champions League, è quasi inevitabile: anche i Thunder, dopo anni di fallimenti e ricostruzioni, hanno finalmente trovato la loro consacrazione. Un percorso iniziato con l’addio di Kevin Durant nel 2016, proseguito attraverso scelte oculate in draft e l’arrivo di giovani talenti, e culminato in una stagione dove pochi avrebbero scommesso su di loro. Eppure, la squadra più giovane della lega ha dimostrato una maturità insolita, superando avversari più esperti e chiudendo la regular season con il miglior record della Western Conference.
A Oklahoma City, intanto, la vittoria ha scatenato un’ondata di entusiasmo. Migliaia di tifosi, molti dei quali troppo giovani per ricordare l’era dei SuperSonics, hanno invaso le strade intorno alla Paycom Center, dove i giocatori saranno accolti con una parata trionfale nelle prossime ore. Per una città che nel 1995 ha visto nascere la franchigia e nel 2008 l’ha accolta dopo il controverso addio a Seattle, questo titolo rappresenta più di un trofeo: è la prova che, anche nei mercati considerati “minori”, il basket può emozionare e unire.




