Usa sanziona il petrolio russo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le recenti sanzioni statunitensi contro il settore petrolifero russo rappresentano l’ultimo capitolo di una guerra economica globale, dove politica e interessi di mercato si intrecciano in modo sempre più complesso. Mentre l’obiettivo dichiarato è quello di colpire al cuore l’economia russa, la realtà mostra effetti collaterali significativi, in particolare per giganti asiatici come Cina e India, ora costretti a ricalibrare le proprie strategie energetiche.

Gli Stati Uniti si apprestano a imporre alcune delle sanzioni più dure mai applicate all’industria petrolifera russa, secondo quanto riportato dalla Reuters. Secondo un presunto documento del Tesoro americano che circola tra gli operatori commerciali in Europa e in Asia, le sanzioni riguarderebbero circa 180 navi, diversi alti dirigenti del settore petrolifero russo, decine di operatori commerciali e due importanti compagnie petrolifere.

Il colpo di coda dell’amministrazione Biden è arrivato ieri: un nuovo pacchetto di sanzioni tra i più severi mai imposti contro la Russia, colpendo in particolare il settore energetico. L’obiettivo è chiaro: tagliare i fondi che finanziano l’invasione russa dell’Ucraina, aumentando la pressione sul Cremlino in vista di possibili negoziati.

Giovedì il segretario della Difesa ha annunciato che le nuove misure colpiranno non solo Gazprom, ma anche altre compagnie energetiche russe. Pochi giorni prima dell’insediamento di Donald Trump, il 20 gennaio, Washington ha dettagliato una serie di sanzioni contro due delle principali compagnie energetiche russe, Gazprom e Surgutneftegaz.

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