Londra sanziona Ben-Gvir e Smotrich: "Incitano la violenza dei coloni"
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Redazione Esteri
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Il governo britannico, in una mossa senza precedenti, ha imposto sanzioni ai ministri israeliani Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, accusandoli di aver "istigato ripetutamente attacchi violenti contro i palestinesi". La decisione, annunciata dal Foreign Office, arriva in coordinamento con Canada, Australia, Nuova Zelanda e Norvegia, che hanno adottato misure analoghe per "colpire chi alimenta il conflitto". I due esponenti dell’ultradestra, rispettivamente ministro per la Sicurezza nazionale e titolare delle Finanze, sono ora banditi dal territorio britannico e vedranno i loro beni congelati.
La misura, che Tel Aviv ha definito "scandalosa", segna un’ulteriore tensione tra Israele e alcuni dei suoi tradizionali alleati. Ben-Gvir e Smotrich, leader del partito Sionismo Religioso, sono da tempo al centro di polemiche per le loro posizioni estremiste, considerate da molti come un fattore destabilizzante nei Territori Occupati. Le sanzioni, sebbene simboliche, rappresentano un chiaro segnale politico, soprattutto perché l’Unione Europea – nonostante le pressioni dell’ex Alto rappresentante Borrell – non ha ancora seguito l’esempio.
Intanto, a Gaza, il bilancio delle vittime continua a salire: secondo Al Jazeera, almeno 60 persone sono morte oggi sotto i bombardamenti, mentre da Gerusalemme arrivano segnalazioni di sirene d’allarme per un missile lanciato dallo Yemen. Parallelamente, Netanyahu ha comunicato a Trump la decisione di sospendere i negoziati sul nucleare con l’Iran, un passo che rischia di inasprire ulteriormente gli equilibri regionali.




