Sparatoria su civili in cerca di aiuti a Gaza, l’Italia firma l’appello per il cessate-il-fuoco
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Redazione Esteri
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Mentre i raid israeliani sulla Striscia di Gaza continuano a mietere vittime, salgono a 43 i morti negli ultimi bombardamenti, secondo quanto riportato da fonti ospedaliere palestinesi citate da Al Jazeera. Tra questi, almeno dieci sono stati uccisi mentre attendevano in fila per ricevere aiuti alimentari, in un episodio che ha riacceso le condanne internazionali. La situazione umanitaria, già al collasso, si aggrava ora con nuove accuse a Israele per il blocco degli aiuti, definito una violazione del diritto internazionale.
Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano, ha sottoscritto insieme ad altri 27 paesi un documento congiunto che esige "la fine immediata della guerra", denunciando le uccisioni di oltre 800 palestinesi durante le distribuzioni di cibo. "Fermare gli attacchi, liberare gli ostaggi israeliani e garantire l’accesso agli aiuti" sono i punti ribaditi da Tajani, che ha definito "terrificante" il bilancio di civili colpiti. L’appello, però, si scontra con la versione di Israele, secondo cui sarebbe Hamas a sparare sulla folla per alimentare il caos. Il ministro degli Esteri israeliano, Sàar, ha respinto ogni accusa: "Sono i terroristi a usare i civili come scudi".
Dall’Unione Europea, Ursula von der Leyen ha parlato di immagini "insopportabili", sottolineando che "i civili non possono essere bersagli". Ma le parole più nette arrivano dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, che ha bollato la situazione come "moralmente inaccettabile". Intanto, la crisi si trascina senza soluzioni: gli ospedali, privi di medicine, non riescono a fronteggiare l’emergenza, mentre gli aiuti – quando riescono a entrare – sono insufficienti.
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