Cessate-il-fuoco a Gaza
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Redazione Esteri
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Dopo quindici mesi di guerra incessante, Israele e Hamas hanno finalmente raggiunto un accordo per un cessate-il-fuoco, mediato da Stati Uniti, Qatar ed Egitto. Tuttavia, questa mattina, il primo ministro israeliano ha rinviato il voto di approvazione della tregua, accusando Hamas di voler ottenere concessioni dell'ultimo minuto. I mediatori, infatti, devono garantire che tutte le condizioni vengano accettate. Se approvato, il cessate-il-fuoco dovrebbe iniziare domenica 19 gennaio, prevedendo un primo rilascio di 33 ostaggi, seguito dal rilascio graduale degli altri 61, in cambio di oltre mille prigionieri palestinesi.
Il Ministero della Salute di Tel Aviv ha reso noto il protocollo medico che sarà applicato agli ostaggi una volta che l'accordo con Hamas entrerà in vigore. Controlli medici, compresi test di gravidanza per le donne, stanze private in strutture riservate, assistenza psicologica e rialimentazione per gradi sono previsti per garantire la massima cura agli ostaggi liberati dalla prigionia. Nelle ultime settimane, il centro medico Sheba e l'ospedale Ichilov hanno tenuto colloqui per garantire la massima preparazione ad accogliere gli ostaggi.
Oxfam ha accolto con favore l'annuncio del cessate-il-fuoco a Gaza, con un accordo iniziale che prevede il rilascio degli ostaggi israeliani e di alcuni detenuti palestinesi. Il tragico bilancio dopo quindici mesi di guerra senza tregua è di almeno 46.000 palestinesi uccisi, oltre 100.000 feriti, decine di migliaia di dispersi e 1,9 milioni di sfollati, ovvero il 90% della popolazione. Per questo motivo, ora è urgente portare aiuti salvavita a una popolazione privata di acqua, cibo e medicine, ponendo fine all'annientamento di Gaza e alle indicibili sofferenze inflitte da Israele alla popolazione.
All'indomani dell'annuncio di un accordo per il cessate-il-fuoco e la liberazione degli ostaggi a Gaza, l'Unione Europea ha fatto sapere, attraverso la portavoce Eva Hrncirova, che fornirà 120 milioni di euro in aiuti. "Sappiamo che la situazione a Gaza è catastrofica, sappiamo che i palestinesi hanno urgente bisogno di cibo, forniture mediche, rifugi e altre forme di protezione", ha sottolineato Hrncirova.
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