Ferrari, cinque gare senza podio e il caso Horner: Vasseur risponde a muso duro
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Redazione Sport
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La Ferrari chiude il Gran Premio dell'Azerbaijan con un quarto posto di Charles Leclerc e un sesto di Lewis Hamilton, risultati che certificano un digiuno di podi che dura ormai da cinque gare consecutive. L'ultima volta che un pilota del Cavallino è salito sui primi tre gradini risale al Gran Premio del Belgio dello scorso luglio, quando Leclerc concluse secondo alle spalle di Kimi Antonelli.
Da allora, tra Ungheria, Olanda, Monza, Madrid e ora Baku, la SF-26 non è più riuscita a inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice, alimentando un clima di crescente tensione attorno alla squadra.
Il quadro statistico di un digiuno lungo cinque gare
Nelle ultime cinque gare, il conteggio dei podi vede la Mercedes in testa con sette arrivi tra i primi tre, seguita dalla Red Bull a quota cinque e dalla McLaren con tre. La Ferrari, in questa stessa finestra, si ferma a zero. Un dato che assume contorni ancora più netti se si considera che la Red Bull, partita in difficoltà nelle prime fasi del campionato, ha trovato solidità con cinque podi nelle ultime sei gare, mentre la McLaren, pur uscita dal weekend azero con zero punti al termine di una gara complicata, può comunque vantare due successi nelle ultime cinque apparizioni.
La scuderia di Maranello, al contrario, non riesce a trasformare il potenziale mostrato in qualifica in un risultato concreto la domenica.
Leclerc: «Gli altri crescono, noi no»
Al termine della gara azera, Charles Leclerc non ha nascosto la propria preoccupazione per il divario che si sta allargando rispetto ai rivali diretti. «McLaren e Red Bull hanno fatto un passo avanti con gli aggiornamenti che stanno portando, e sono cresciute recentemente. Hanno fatto un passo avanti che noi non abbiamo fatto», ha dichiarato il monegasco, sottolineando come i concorrenti stiano ormai raggiungendo la Ferrari anche in curva. Il pilota ha poi aggiunto che serve una reazione immediata, perché «perdere un po' di passo ora rende ovviamente molto difficile poi recuperarlo».
Leclerc ha inoltre spiegato che a Baku la monoposto non gli restituiva le sensazioni abituali, rendendo ancora più complesso difendersi sui lunghi rettilinei dove la power unit non garantiva la velocità necessaria.
Vasseur e le parole di Horner che agitano Maranello
A rendere il fine settimana azero ancora più complicato per la Ferrari sono state le dichiarazioni rilasciate da Christian Horner al Times nelle ore immediatamente precedenti la gara. L'ex team principal della Red Bull, fuori dal circus da oltre un anno, ha aperto in modo esplicito alla possibilità di un approdo a Maranello, definendo la Ferrari «il sogno» e «il gigante dormiente della Formula 1». Horner ha spiegato che normalmente accetterebbe un ritorno solo con una quota di proprietà, ma che per la scuderia italiana farebbe un'eccezione.
Parole che hanno inevitabilmente riacceso le speculazioni sul futuro di Frederic Vasseur, il cui contratto con la Ferrari è stato rinnovato fino al 2027. La risposta del team principal francese, al termine del Gran Premio, non si è fatta attendere: «Horner sta cercando un lavoro, lo sanno tutti, e lo sta cercando ovunque. Cosa posso farci?». Vasseur ha poi ammesso che il continuo rincorrersi di voci sta pesando sulla squadra: «Non stiamo lavorando con la massima serenità. Per me, innanzitutto, ma anche per tutti gli altri all'interno del team».
Il francese ha sottolineato come la metà delle domande che riceve dai media riguardi questa vicenda, trasformando la situazione in qualcosa di «piuttosto frustrante» anche per chi lavora nel garage.
La pista nemica e il peso del motore
Baku rappresentava, sulla carta, una delle occasioni più favorevoli per interrompere la striscia negativa, anche in virtù del secondo posto conquistato da Leclerc in qualifica. Tuttavia, il circuito azero ha confermato di essere particolarmente ostile alle caratteristiche della SF-26, che soffre sui lunghi rettilinei dove servirebbero cavalli e ricariche. Vasseur ha spiegato che, nella situazione attuale con il motore, difendersi diventa complicato perché si è costretti a girare con un carico aerodinamico inferiore all'ottimale, perdendo tempo sul giro e innescando una spirale negativa.
Il team principal ha comunque ribadito il proprio impegno: «Mancano ancora sette gare e continuerò a spingere fino all'ultima curva».
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