Ferrari, l'era post-Todt e il nodo della leadership: da Domenicali a Vasseur, caccia al titolo piloti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'epoca di Jean Todt alla guida della Gestione Sportiva Ferrari, iniziata nel 1993 e conclusa nel 2007, ha rappresentato il periodo di dominio più lungo e vincente nella storia della Formula 1. Con un'organizzazione fondata sull'autonomia operativa e su un triumvirato composto dal direttore tecnico Ross Brawn, dal progettista Rory Byrne e da Michael Schumacher, la Scuderia conquistò sette titoli costruttori e sei titoli piloti.

Da quel momento, però, il Cavallino non ha più vinto l'alloro iridato riservato ai piloti, l'ultimo dei quali porta la firma di Kimi Räikkönen nel 2007.

I cinque team principal dopo Todt

Dopo l'addio del manager francese, la Ferrari ha visto succedersi cinque team principal nel tentativo di replicare quel ciclo. Stefano Domenicali, promosso dal ruolo di direttore sportivo, ha guidato la squadra dal 2008 al 2014 conquistando il titolo costruttori nel 2008 e sfiorando il mondiale piloti con Felipe Massa, battuto all'ultima curva del Gran Premio del Brasile da Lewis Hamilton.

Marco Mattiacci, privo di esperienza in Formula 1 e proveniente dal settore delle auto stradali, è durato appena sette mesi nel 2014, un periodo coinciso con il quarto posto nel campionato costruttori e la prima stagione senza vittorie dal 1993. Maurizio Arrivabene, subentrato alla fine del 2014 e proveniente dal mondo del marketing, ha ottenuto otto vittorie nelle prime tre stagioni ma non è riuscito a colmare il divario dalla Mercedes.

Mattia Binotto, a capo della Gestione Sportiva dal 2019 al 2022, ha collezionato sette vittorie e due secondi posti nel mondiale costruttori, senza mai contendersi seriamente il titolo piloti.

Il ciclo Vasseur e il digiuno iridato

Frédéric Vasseur è alla guida della Ferrari dal gennaio 2023. Nelle prime tre stagioni ha ottenuto sei vittorie, un bottino superiore a quello di Jean Todt nello stesso arco temporale ma inferiore rispetto a Domenicali, che nello stesso periodo aveva conquistato quattordici successi e un titolo costruttori. Il 2024 è stato l'anno migliore della gestione Vasseur, con cinque vittorie complessive e il secondo posto nel mondiale costruttori alle spalle della McLaren.

Il 2025 ha invece segnato un passo indietro, con zero vittorie e un quarto posto nella classifica riservata ai team.

La mancanza di carta bianca e il peso dell'organizzazione

Il nodo centrale, secondo diverse analisi, non risiede soltanto nella figura del team principal ma nell'assetto di potere che gli viene riconosciuto. A Maranello l'autorità effettiva risiede al di sopra del team principal, all'interno della più ampia struttura aziendale Ferrari, un modello profondamente diverso da quello di cui godeva Horner alla Red Bull, dove il manager britannico sovrintendeva a un impero che comprendeva anche progetti di hypercar e la creazione di Red Bull Powertrains.

Senza una delega piena, anche il dirigente più preparato rischia di non poter incidere sulle dinamiche profonde della squadra. Luca di Montezemolo, presidente della Ferrari dal 1991 al 2014, ha recentemente dichiarato che in Formula 1 occorrono «un'organizzazione perfetta e un leader forte», aggiungendo che nell'attuale gestione della Scuderia ravvisa «un'assenza di leadership, è evidente».

Le voci sul futuro e il quadro attuale

L'ultimo mese ha mostrato tutte le fragilità della Ferrari. Dopo la pausa estiva sono arrivati gli aggiornamenti alla power unit, ma non hanno prodotto i risultati sperati. A Maranello la Scuderia ha anche perso un record storico: non è più il motorista più vincente nella storia della Formula 1, superata in questo primato dalla Mercedes.

La posizione di Vasseur è tornata al centro delle speculazioni, alimentate dall'autocandidatura di Christian Horner, ex team principal della Red Bull, che in un'intervista ha dichiarato che la Ferrari è l'unica squadra per cui accetterebbe di lavorare senza una quota di proprietà. Vasseur, interpellato sull'argomento nel fine settimana di Baku, ha commentato: «Il 50% delle domande riguarda questo, ed è una situazione frustrante per tutti, soprattutto per i ragazzi nel garage».

La Ferrari ha mantenuto il secondo posto nel mondiale costruttori, con un vantaggio di 72 punti sulla McLaren, ma il distacco dalla vetta resta considerevole.

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