F1, la Ferrari e il caso Horner: cinque gare senza podio e il futuro di Vasseur

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La Ferrari attraversa un momento delicato in pista e fuori. Da cinque Gran Premi consecutivi la scuderia di Maranello non riesce a salire sul podio, un digiuno che parte da lontano e che si è consolidato nelle ultime settimane. Dopo il Gran Premio d'Azerbaigian, dove Charles Leclerc si è fermato al quarto posto e Lewis Hamilton al sesto, il trend appare ormai strutturale.

La McLaren, pur uscita da Baku con zero punti al termine di una gara disastrosa, può comunque vantare due successi nelle ultime cinque gare, mentre la Red Bull, in grande difficoltà all'inizio del campionato, ha iniziato a trovare solidità con cinque podi nelle ultime sei gare.

Il quadro tecnico e le parole di Vasseur

Il distacco dalla vetta è ormai considerevole. La Mercedes comanda il Mondiale Costruttori con un margine di 160 punti sulla Ferrari, seconda con 378 punti. Il motore dotato di aggiornamenti ADUO 2, introdotto a Monza con la speranza di dare una sterzata alla stagione, non ha prodotto i risultati attesi: sui rettilinei la Rossa arranca senza energia dove servirebbero cavalli e ricariche.

Lo stesso team principal Frederic Vasseur ha ammesso le difficoltà: «Non stiamo lavorando con la massima serenità – ha dichiarato – vale innanzitutto per me, ma anche per tutti gli altri all'interno della squadra. Se il 50% delle domande che arrivano dai media riguarda questo argomento, alla fine diventa una situazione piuttosto frustrante».

Horner e l'autocandidatura a Maranello

A complicare il clima ci ha pensato Christian Horner. L'ex team principal della Red Bull, intervistato dal quotidiano britannico The Times, ha apertamente aperto alla possibilità di un approdo in Ferrari: «È il più grande marchio della Formula 1. È il sogno. E, probabilmente, è il gigante addormentato della Formula 1». Horner, 52 anni, ha spiegato di non voler più tornare a fare il semplice dirigente stipendiato dopo 21 stagioni al muretto Red Bull, ma che per la Ferrari accetterebbe di rinunciare anche alla partecipazione azionaria.

«Sento ancora che c'è un altro ballo», ha aggiunto.

La reazione del team principal

Vasseur non ha nascosto il fastidio per le dichiarazioni di Horner. «Horner sta cercando un lavoro, lo sanno tutti, e lo sta cercando ovunque. Cosa posso farci?». Il team principal francese ha poi rivendicato il proprio impegno: «Certo che sono completamente impegnato. Questo sport è la mia vita, è il mio lavoro. Sto cercando di fare del mio meglio. Sono qui per fare il mio lavoro e ho il lavoro più bello del mondo». Quanto al futuro, Vasseur ha precisato che la situazione non dipende da lui: «Mancano ancora sette gare e continuerò a spingere fino all'ultima curva».

Il sostegno di Hamilton e lo stato della squadra

In questo clima, Lewis Hamilton ha scelto la via della concisione. Alla domanda se abbia ancora fiducia in Vasseur, il pilota britannico ha risposto con un secco «Sì». Due lettere, nessuna aggiunta, nessuna spiegazione. Un endorsement essenziale che, in un momento in cui le voci sul futuro della guida tecnica della Ferrari continuano a rincorrersi, assume un peso particolare. La squadra, intanto, resta al secondo posto nel Mondiale Costruttori con 378 punti, ma il margine sulla McLaren, terza a 306, si è ridotto e il distacco dalla Mercedes continua a essere considerevole.

Le prossime gare diranno se la Rossa riuscirà a interrompere il digiuno di podi che dura ormai da luglio.

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