Una donna uccisa ogni cinque giorni: l’Italia davanti all’ennesima strage di femminicidi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ilaria Sula e Sara Campanella, entrambe ventiduenni, studentesse universitarie, trafitte a coltellate da ex fidanzati. Due nomi che si aggiungono a una lista già troppo lunga, due vite spezzate in un Paese dove, dall’inizio dell’anno, sono state uccise 19 donne – una ogni cinque giorni. I dati del Servizio di Analisi criminale della Pubblica Sicurezza, aggiornati al 31 marzo, parlano di 17 vittime, di cui 14 uccise in ambito familiare o affettivo. Dieci di loro sono morte per mano del partner o dell’ex.

«Femminicidi: non costi, ma investimenti», denuncia Deborah Pantana, presidente di Woman is life, dopo gli ultimi omicidi. «Basta parole, servono azioni», aggiunge, mentre il grido Non una di meno risuona sempre più come un’amara constatazione di un fallimento collettivo. A Terni, in piazza della Repubblica, una folla si è radunata per ricordare Ilaria, accolta dall’abbraccio di una città ferita. Tra loro c’era anche Leon, il fratello diciannovenne, mentre a Milano gli studenti della Statale hanno marciato con striscioni che recitano Ci vogliamo vive.

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