Il ricordo di Paolo Sottocorona, il meteorologo che ascoltava i telespettatori
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La notizia della scomparsa di Paolo Sottocorona, spentosi all’età di settantasette anni, ha lasciato un profondo vuoto negli studi di La7, dove per molti anni aveva condotto con pacata competenza le rubriche meteorologiche, diventando un volto familiare per il pubblico. La sua morte, giunta in modo improvviso, ha suscitato un’ondata di cordoglio, non solo tra i colleghi ma anche tra la vasta platea di persone che lo seguivano con affetto, le quali hanno voluto inviare numerosi messaggi di addio, a testimonianza di un rapporto che andava ben al di là della semplice informazione sul tempo. Enrico Mentana, direttore del telegiornale, ha voluto dedicargli un commosso servizio al termine dell’edizione serale, celebrandone la dedizione e la rara autonomia professionale.
Una scrivania che rimarrà la sua
“La sua scrivania qui al tg resterà la sua, in tanti anni non è mai venuto a chiedermi nulla”, ha dichiarato Mentana, tratteggiando con poche, efficaci parole il ritratto di un uomo riservato e profondamente indipendente. Quel posto di lavoro, situato nello stanzone della cronaca, diventa così un simbolo della sua discreta presenza, un angolo che per quindici anni ha ospitato un professionista capace di svolgere il proprio compito senza mai ricorrere a inutili protagonismi. Nonostante l’età, Sottocorona possedeva un’energia giovanile, tanto che, come ha ricordato il direttore, “andava in giro in moto, sembrava un ragazzo”, un dettaglio che restituisce l’immagine di una personalità vivace e anticonvenzionale.
Il legame con il pubblico attraverso le foto
Ciò che caratterizzava il suo approccio alla divulgazione meteorologica era la cura autentica per il rapporto con chi lo guardava da casa, un legame che coltivava con scrupolosa attenzione. “Raccoglieva tutte le foto, leggeva tutti i messaggi e le email che riceveva e cercava di rispondere a tutti”, si è sottolineato nel servizio a lui dedicato, a dimostrazione di come considerasse quelle interazioni non un semplice corollario, bensì una parte essenziale del suo mestiere. Quella selezione di immagini, che spesso animava le sue previsioni, rappresentava per molti telespettatori un momento di condivisione, un modo per sentirsi parte di uno scambio che superava lo schermo.
Dall'Aeronautica Militare al piccolo schermo
La sua carriera, del resto, affondava le radici in una solida preparazione tecnico-scientifica, iniziata con gli studi in ingegneria e proseguita per oltre due decenni all’interno del Servizio meteorologico dell’Aeronautica Militare, dove era entrato nel 1972 restandovi fino al 1993. Questa lunga esperienza, che gli aveva fornito una conoscenza approfondita della materia, costituiva il fondamento su cui, in seguito, avrebbe costruito la sua attività di divulgatore, approdando in televisione e iniziando la collaborazione con La7 sin dal 2002. Il suo stile, sempre chiaro e mai banale, gli permise di guadagnarsi la fiducia del pubblico, che in lui riconosceva non solo un esperto ma anche una persona genuinamente interessata a un dialogo costante.
Il passaggio di testimone e il rispetto per il predecessore
A raccogliere il testimone di quel posto tanto significativo è stato chiamato Fabio Maria Angelicchio, il quale, consapevole del peso dell’eredità ricevuta, ha espresso un sentimento di profondo rispetto verso il suo predecessore. “Spero mi perdoni se occupo il suo posto”, ha dichiarato, con una frase che racchiude tutta la consapevolezza di doversi misurare con il ricordo di una figura così radicata nell’immaginario collettivo. Quella sostituzione, necessaria e al tempo stesso carica di emotività, segna un passaggio delicato, mentre la memoria di Sottocorona continua a vivere attraverso le parole di chi lo ha conosciuto e attraverso il segno indelebile che ha lasciato in tanti anni di televisione.




