La scivolosa guerra del curling, da Pinerolo parte la denuncia al Coni
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Redazione Sport
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La bufera, che scuote il mondo del curling italiano a ridosso delle Olimpiadi di Milano-Cortina, non accenna a placarsi, anzi, trova nuova legna per alimentarsi. Al centro della controversia, che ora approda ufficialmente sul tavolo del Coni, c'è la scelta del direttore tecnico Marco Mariani di includere sua figlia Rebecca, diciannovenne, nella rosa delle convocate, decisione che ha di fatto determinato l'esclusione di Angela Romei, atleta ventottenne di Pinerolo e presenza fissa nel team azzurro dal 2017. La Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, intervenuta a sostegno del tecnico, ha definito la scelta "squisitamente di natura tecnica", basandola sulle prestazioni degli ultimi dodici mesi, ma questa motivazione, invece di spegnere il dibattito, lo ha ulteriormente infiammato, sollevando interrogativi spinosi sui criteri di selezione e sui possibili conflitti di interesse.
La lettera aperta e il richiamo ai principi etici
A portare la questione su un piano formale e giudiziario è stato l’intervento di Eros Gonin, figura storica e di riferimento per la disciplina. Con una missiva indirizzata al presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, Gonin non si è limitato a contestare una scelta tecnica, bensì ha denunciato un "presunto mancato rispetto dei regolamenti etici e di comportamento" approvati dagli organi sportivi. La sua accusa, dunque, travalica il merito agonistico per investire la correttezza procedurale, suggerendo che i principi fondamentali volti a prevenire i conflitti di interessi siano stati, nelle sue parole, "traditi". Un passaggio, questo, che trasforma una polemica da addetti ai lavori in una potenziale vicenda di governance sportiva, chiamando in causa la trasparenza di un processo selettivo così delicato.
Il supporto dell'ex coach e il confronto tra atlete
A corroborare le perplessità sull’operato del direttore tecnico è giunta anche la voce di Violetta Caldart, ex allenatrice della nazionale femminile fino al 2024. La Caldart, che ha seguito da vicino le due atlete nel suo recente ruolo, ha espresso un giudizio netto, definendo "ingiusta" l'esclusione di Angela Romei e giudicando Rebecca Mariani "inferiore per esperienza e tecnica". Le sue dichiarazioni, che arrivano da chi ha avuto responsabilità dirette sulla squadra, offrono una prospettiva tecnica interna che si contrappone frontalmente alle valutazioni ufficiali della Federazione, approfondendo il solco di una frattura che sembra dividere il movimento. "Ora ho capito molte cose", ha affermato l'ex coach, lasciando intendere retrospettive illuminanti sulle dinamiche che hanno portato alla decisione finale.
Le reazioni e lo stallo pre-olimpico
Dal canto suo, Marco Mariani ha mantenuto una posizione di apparente tranquillità, dichiarando che "tutto è regolare" e difendendo la legittimità delle sue scelte. Tuttavia, questo atteggiamento non è riuscito a zittire il malcontento, che continua a serpeggiare, soprattutto nell'ambiente di Pinerolo, vero e proprio bacino storico del curling italiano. La vicenda, mentre prosegue il suo iter presso gli organi del Coni, rischia di proiettare un'ombra sulla preparazione olimpica della squadra, costringendo atlete e staff a operare in un clima di tensione e sotto scrutinio pubblico. Il rischio concreto è che una selezione, che dovrebbe essere il frutto di una valutazione puramente sportiva, resti invece nell'immaginario collettivo come una decisione opaca, minando la credibilità del processo e la serenità necessaria in vista dell'appuntamento a cinque cerchi.




