Kimi Antonelli, l'abbraccio al Sala Galbiate e la vita da "ragazzo normale" dopo il trionfo di Monza
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Redazione Sport
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La vittoria storica al Gran Premio di Monza non ha cambiato le abitudini di Andrea Kimi Antonelli, che a distanza di poche ore dall'impresa che lo ha consacrato agli onori della cronaca sportiva internazionale ha già ripreso in mano la sua vita fatta di velocità e passione, seppur su quattro ruote più piccole.
Il pilota della Mercedes, reduce dal successo che mancava all'Italia da sessant'anni, ha trovato il tempo per un gesto di grande umanità, inviando un messaggio di incoraggiamento ai giocatori del Sala Galbiate, squadra lecchese impegnata in una raccolta fondi per riqualificare il proprio campo sportivo. Un "Credeteci sempre" che suona quasi come un monito, considerando la rimonta incredibile che lo ha visto scattare dalla diciannovesima posizione sulla griglia di partenza per poi tagliare il traguardo per primo sotto gli occhi estatici del pubblico brianzolo.
Il "dopo Monza" tra kart e amici
A meno di ventiquattr'ore dall'apoteosi nel Tempio della Velocità, Antonelli è tornato con i piedi per terra, o meglio con le ruote di un kart, presso il circuito Franciacorta di Castrezzato, in provincia di Brescia. Il campione classe 2006 ha voluto condividere alcune ore spensierate con i membri del suo team e alcuni amici, riscoprendo il piacere di quel motorsport puro che ha segnato gli esordi della sua ascesa nel mondo delle corse.
"Guidare è quello che mi piace fare", ha dichiarato ai microfoni di Sky, con un sorriso che ancora non si era spento dopo l'impresa, dimostrando come la fame di adrenalina e il legame con le proprie origini rimangano intatti nonostante il clamore mediatico che ora lo avvolge.
La vittoria che spezza un digiuno lungo sessant'anni
Il trionfo sul circuito di Monza, raggiunto al termine di una rimonta che ha dell'incredibile, ha un sapore epico per tutto il movimento automobilistico italiano, perché non si vedeva un pilota tricolore sul gradino più alto del podio del Gran Premio d'Italia da quando Ludovico Scarfiotti vi riuscì nel lontano 1966, esattamente sessant'anni prima.
La performance del giovane emiliano, capace di recuperare posizioni su posizioni con una determinazione e una lucidità che hanno lasciato senza fiato gli addetti ai lavori, ha definitivamente cancellato ogni ombra di scetticismo che poteva accompagnare il suo debutto ad altissimo livello.
Le immagini che ha poi pubblicato sui suoi profili social raccontano un weekend vissuto a pieno, dagli spaghetti mangiati all'interno del trofeo fino ai festeggiamenti scatenati con il team, passando per gli scatti che lo ritraggono come una vera rockstar mentre si lascia letteralmente "tuffare" nella folla in delirio.
Un gesto che vale una carriera
Proprio in questo vortice di emozioni e celebrazioni, il pensiero di Antonelli è volato anche al mondo del calcio dilettantistico, in particolare alla realtà del Sala Galbiate, impegnata in una difficile raccolta fondi per ridare vita al proprio impianto sportivo.
Il messaggio di affetto, riportato dai canali ufficiali della società lecchese, arriva dritto al cuore di quei ragazzi che inseguono un sogno su campi spesso malmessi, e rappresenta un ulteriore tassello dell'immagine di un campione che, nonostante i riflettori puntati addosso, non dimentica il valore degli inizi e delle battaglie quotidiane. La frase "Credeteci sempre" diventa così un filo conduttore ideale che lega la sua straordinaria rimonta di Monza alle piccole-grandi sfide che si giocano sui campi di provincia, dove lo sport è ancora sinonimo di passione pura e sacrificio.
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