Incidente mortale in via Ardeatina, si indaga per ricostruire la dinamica dello scontro tra un autocarro e una moto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La salma del motociclista, un italiano di 43 anni, è stata affidata ai servizi di medicina legale e si attende l’esito degli accertamenti di rito, mentre gli agenti del VIII Gruppo Tintoretto della Polizia Locale di Roma Capitale lavorano per cercare di ricostruire l’esatta sequenza dei fatti che hanno portato al tragico schianto. L’incidente, avvenuto nella tarda mattinata di oggi, ha spezzato una vita e gettato nello sconforto i familiari della vittima, un uomo sulla cui professione, stando alle prime informazioni raccolte, circola la voce che potesse essere un militare, sebbene si tratti di un dettaglio ancora tutto da verificare e che non trova, al momento, conferme ufficiali nelle comunicazioni degli inquirenti.

Secondo una prima e ancora sommaria ricostruzione, l’impatto è avvenuto all’incrocio tra via Ardeatina e via delle Cornacchiole, un nodo viario che, come molti altri nella periferia romana, è spesso teatro di traffico intenso e, occasionalmente, di incidenti anche gravi. A scontrarsi sono stati un autocarro di marca Opel, alla cui guida c’era un uomo italiano di 63 anni, e una moto Yamaha, proprio quella del 43enne deceduto. L’urto deve essere stato violentissimo se, come riferito dagli stessi soccorritori del 118 giunti prontamente sul posto insieme alle pattuglie della polizia locale, per il centauro non c’è stato purtroppo nulla da fare: è morto praticamente sul colpo.

I rilievi scientifici e i controlli sul conducente del mezzo pesante

La priorità per gli inquirenti, in queste ore, è duplice. Da un lato, si sta procedendo con i rilievi scientifici sulla sede stradale, al fine di acquisire ogni possibile elemento utile, come tracce di frenata o la posizione finale dei due mezzi dopo l’urto, che possano aiutare a comprendere la dinamica. I due veicoli coinvolti, l’Opel e la Yamaha, sono stati posti sotto sequestro e saranno sottoposti a perizie più approfondite. Dall’altro lato, la macchina investigativa si è mossa seguendo la prassi standard in casi di sinistri mortali: il conducente sessantatreenne dell’autocarro è stato immediatamente accompagnato all’ospedale Sant’Eugenio per sottoporsi agli accertamenti tossicologici e alcolemici di rito. Si tratta di esami obbligatori che i sanitari eseguiranno nelle prossime ore per verificare se l’uomo guidasse in stato di alterazione psicofisica, un tassello fondamentale per stabilire eventuali responsabilità e che, come sempre in questi casi, potrebbe portare a una ipotesi di reato di omicidio stradale.

Sul fronte delle indagini, coordinate dalla magistratura, vige il più stretto riserbo da parte degli agenti del VIII Gruppo Tintoretto, che hanno competenza territoriale nella zona. Non sono ancora chiari i motivi per cui i due mezzi siano venuti a contatto: potrebbe essersi trattato di una mancata precedenza, di una distrazione fatale da parte di uno dei due conducenti o di un malore improvviso che ha fatto perdere il controllo del mezzo al motociclista. Gli inquirenti stanno anche cercando eventuali testimoni oculari, oltre a visionare le immagini di eventuali telecamere di sorveglianza private presenti nella zona dell’incrocio, un materiale che potrebbe rivelarsi decisivo per fugare ogni dubbio.

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