L'Italia di Gattuso, tra Norvegia e playoff, aggrappata al sogno Mondiale
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Redazione Sport
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L’Italia, non senza una certa sofferenza iniziale, ha centrato l’obiettivo minimo che le consentisse di mantenere vive le ambizioni per i Mondiali del 2026, blindando aritmeticamente il secondo posto nel proprio girone di qualificazione. La sconfitta patita all’esordio in Norvegia, un episodio che ha pesato come un macigno sul percorso successivo, è stata in parte riscattata da una serie di cinque vittorie consecutive contro avversarie alla sua portata, come la Moldavia, l’Estonia e Israele, le quali hanno permesso alla squadra di Gennaro Gattuso di accumulare punti preziosi. A due giornate dal termine delle eliminatorie, il panorama per gli azzurri si delinea con una chiarezza che, se da un lato esclude matematicamente la possibilità di un ripetersi del drammatico fiasco dell’assenza dalla rassegna iridata, dall’altro prospetta una strada verso gli Stati Uniti, il Canada e il Messico tutta in salita e lastricata di insidie.
Il distacco dalla vetta e l'ipotesi remota
Il primo posto, che garantirebbe la qualificazione diretta, appare infatti come una meta di straordinaria difficoltà, paragonabile, per usare un’iperbole, alla scalata di una vetta himalayana. La Norvegia, che mantiene un distacco di tre punti sull’Italia a parità di partite giocate, vanta un vantaggio nella differenza reti che si configura come un divario pressoché incolmabile. Sorpassare la compagine scandinava, la cui marcia è stata finora inarrestabile, richiederebbe un concatenarsi di eventi al limite dell’improbabile: un passo falso di Haaland e dei suoi compagni nell’imminente impegno casalingo contro l’Estonia, una squadra dal potenziale tecnico largamente inferiore, e, contestualmente, una vittoria azzurra nello scontro diretto all’ultima giornata. Si tratta di uno scenario che rasenta l’utopico, il quale spinge inevitabilmente a guardare con maggiore concretezza al percorso degli spareggi.
Il meccanismo dei playoff e gli spettri del passato
È proprio in questa fase, i playoff, che si celano le maggiori incognite e, per la formazione italiana, alcuni spettri del passato. Il meccanismo degli spareggi, già definito nelle sue linee guida dalla UEFA, potrebbe riservare avversarie di altissimo profilo, tra le quali spicca il nome della Germania, una nazionale che incute sempre rispetto per il suo palmarès e la sua struttura. Ma oltre al potenziale pericolo tedesco, aleggia il ricordo di eliminazioni che hanno segnato la storia della nazionale, come quella subita contro la Svezia nel 2017, la quale precluse agli azzurri l’accesso ai Mondiali in Russia. Un’altra ombra lunga proviene dalla storia, più lontana ma non per questo meno simbolica, dell’Irlanda del Nord, artefice di un’esclusione simile nel lontano 1958.
La preparazione e le sfide imminenti
Il lavoro della squadra di Gattuso, pertanto, dovrà concentrarsi con la massima determinazione sulle due rimanenti partite di qualificazione, contro Moldavia e Norvegia, incontri che assumono il duplice valore di preparazione tecnica e morale alla crucialissima fase degli spareggi. Questi ultimi incontri ufficiali rappresentano l’unica occasione per affinare il meccanismo di gioco e testare lo stato di forma della rosa in vista di un appuntamento dove non sarà concessa alcuna esitazione. L’accesso ai playoff, sebbene costituisca un traguardo importante dopo un avvio in salita, è soltanto un primo, indispensabile passo verso un obiettivo più grande, che è quello di tornare a calcare il palcoscenico mondiale dopo un’assenza che per molti tifosi è durata troppo a lungo.




