Nuovo caso di West Nile a Candelo, il sindaco: “Massima sicurezza, niente allarmismi”
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Redazione Salute
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Un nuovo caso di infezione da virus West Nile è stato accertato nel Biellese, più precisamente a Candelo, dove una donna è attualmente ricoverata in ospedale. Le sue condizioni, come reso noto dalle autorità locali, non destano particolare preoccupazione, e la paziente non versa in uno stato di gravità tale da richiedere terapie intensive. Si tratta del secondo episodio registrato nell'area nel giro di poche settimane, dopo quello che aveva interessato la località di Pavignano, e ha prontamente attivato i consueti protocolli di prevenzione e monitoraggio sul territorio.
L'intervento del sindaco e le operazioni sul campo
A parlare è stato il sindaco di Candelo, Paolo Gelone, che ha voluto personalmente rassicurare la cittadinanza circa la situazione, definendola sotto controllo. In un messaggio rivolto ai candelesi, il primo cittadino ha parlato di “massima sicurezza, no allarmismi”, ricordando che la trasmissione del virus avviene esclusivamente attraverso la puntura di zanzare infette e che nella stragrande maggioranza dei casi l'infezione decorre in modo del tutto asintomatico.
L'amministrazione comunale si è immediatamente attivata in stretta collaborazione con gli enti preposti, e già nella giornata di venerdì i tecnici specializzati dell'Ipla, l'istituto che gestisce il piano di lotta alle zanzare per conto della Regione Piemonte, hanno effettuato un sopralluogo nell'area interessata. Gli operatori hanno provveduto al trattamento di oltre cinquanta tombini e alla distribuzione di materiale informativo porta a porta, con l'obiettivo di limitare la diffusione del vettore e informare correttamente i residenti sulle misure di prevenzione da adottare.
Non si rendono necessari, al momento, trattamenti insetticidi straordinari, ma il sindaco ha assicurato che si interverrà tempestivamente qualora le verifiche tecniche dovessero evidenziare la necessità di ulteriori interventi.
La situazione epidemiologica in Piemonte e in Italia
Il caso di Candelo si inserisce in un quadro epidemiologico nazionale che vede il virus West Nile in circolazione su gran parte del territorio italiano. Secondo l'ultimo bollettino di sorveglianza coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 26 agosto, sono stati segnalati complessivamente 432 casi confermati di infezione nell'uomo, di cui 223 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva e 144 come febbre. Il bilancio complessivo dei decessi, sempre secondo la stessa fonte, è salito a 17.
Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, si registra un dato in controtendenza per quanto riguarda la letalità, che si è attestata al 7,2% contro il 13,9% del 2025, un miglioramento che potrebbe essere correlato a una maggiore capacità diagnostica o a una diversa distribuzione dei casi per fasce d'età. La circolazione del virus è ormai dimostrata in 66 province distribuite in 17 regioni, a riprova della capillare diffusione del patogeno lungo tutta la penisola.
Il Piemonte, con i suoi 60 casi, si conferma una delle regioni più colpite, dopo Lombardia, Veneto e Lazio, con le province di Torino e Novara che registrano i numeri più elevati.
La prevenzione e il ruolo della comunità
In attesa che venga firmata un'ulteriore ordinanza in materia, il sindaco Gelone ha rivolto un appello preciso alla popolazione, chiedendo di agevolare il lavoro degli operatori sul campo. È fondamentale, ha sottolineato, consentire l'accesso alle parti esterne delle proprietà e alle aree ortive per le ispezioni, al fine di individuare e bonificare i potenziali focolai domestici di riproduzione delle zanzare.
La strategia di prevenzione si basa infatti su un lavoro di squadra che vede coinvolti enti, istituzioni e cittadini, chiamati a seguire le regole e a non abbassare la guardia di fronte a un virus che, pur essendo nella maggior parte dei casi benigno, può riservare complicanze in soggetti fragili. Le operazioni già messe in campo dall'Ipla, che ha effettuato trattamenti mirati e distribuito informazioni utili, rappresentano il primo e fondamentale passo per garantire la sicurezza collettiva, in attesa di vedere l'evoluzione della situazione nelle prossime settimane.
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