Da Tunisi a Gaza, la carovana di aiuti supera i confini: 1.700 persone e 40 tonnellate di aiuti in viaggio

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre la crisi umanitaria a Gaza si aggrava, una mobilitazione senza precedenti sta attraversando il Nord Africa per portare soccorso alla popolazione palestinese. Partito da Tunisi con un carico di 40 tonnellate tra medicinali, tende e generi alimentari, il "Convoglio della resistenza" (al-Soumoud convoy) ha già raggiunto la Libia, dove si prepara a proseguire verso l’Egitto. Composto da oltre 1.700 attivisti – tunisini, algerini, libici e mauritani – il corteo viaggia su 300 mezzi, tra autobus, furgoni e quindici camion, sfidando le complessità logistiche e politiche di un percorso che punta a raggiungere la Striscia di Gaza via terra.

Parallelamente, un’altra iniziativa analoga, il "Convoglio Thamud", è partita dal Marocco con circa 1.500 partecipanti e sta facendo tappa a Tripoli prima di dirigersi verso Rafah. L’obiettivo, comune a entrambe le carovane, è duplice: rompere l’isolamento di Gaza e attirare l’attenzione internazionale sulla crisi, in un contesto in cui gli Stati Uniti, con l’ambasciatore Mike Huckabee, hanno dichiarato di non sostenere più la creazione di uno Stato palestinese.

Tra i volontari spiccano anche italiani, come David Monticelli, osimano del coordinamento Amicizia Italia Palestina, che ha aderito alla "Marcia globale per Gaza", un movimento trasversale nato dalla società civile internazionale. "Il popolo si solleva – si legge nella lettera inviata alle ambasciate di Egitto e Israele – di fronte all’inazione dei governi e alla sofferenza insostenibile di Gaza". Stesso spirito per un bergamasco anonimo, che ha confessato: "Mi sentivo impotente, dovevo agire. La marcia è un modo per esercitare pressione".

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