Italia-Moldavia, la partita del destino: azzurri in campo con il risultato di Oslo in tasca
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La Nazionale italiana si appresta a vivere una serata carica di significato e di pathos, quella di giovedì 13 novembre, nell'impianto di Chisinau dove affronterà la Moldavia con in palio, se non la certezza matematica, quantomeno una concreta speranza di qualificazione diretta per i Mondiali del 2026. Gli azzurri, guidati in panchina da Gennaro Gattuso, scenderanno in campo alle 20:45 in una condizione psicologica peculiare, poiché avranno già avuto modo di analizzare l'esito dell'altro decisivo confronto del gruppo I, che vedrà la Norvegia impegnata contro l'Estonia a Oslo con un calcio d'inizio fissato per le 18:00. Un calendario, questo, che priva la squadra della contemporaneità delle partite e che, di conseguenza, fornisce un quadro inequivocabile delle possibilità residue ancor prima del fischio d'inizio; il destino azzurro, pertanto, è legato a doppio filo a quanto accadrà qualche ora prima in terra scandinava.
Lo scenario che apre la porta al primo posto
Per sperare di agguantare la vetta del girone e quindi la qualificazione diretta, evitando il già certo passaggio dai playoff di marzo, l'Italia non ha alternative: deve vincere la propria partita in Moldavia e, al contempo, confidare in un risultato negativo della Norvegia contro l'Estonia. Una combinazione di eventi che, sebbene appaia statisticamente complessa, rappresenta l'unica via percorribile per un sorpasso in extremis, dato che gli scandinavi, in caso di successo, completerebbero un perfetto cammino di sette vittorie su sette incontri, rendendo di fatto vano qualsiasi sforzo della compagine di Gattuso. La squadra, che ha già assicurato la partecipazione agli spareggi grazie alla vittoria sull'Israele nell'ultimo turno, sa bene di non essere più padrona del proprio destino, ma di dover ugualmente esprimere il massimo della concentrazione e della qualità tecnica.
Il significato della serata e il peso della certezza
La partita contro la Moldavia, dunque, assume le caratteristiche di una prova dal duplice obiettivo: da un lato, c'è l'imperativo di ottenere i tre punti, un risultato non scontato considerando la tensione e la posta in gioco; dall'altro, c'è la necessità di gestire l'aspetto emotivo legato alla consapevolezza dell'esito norvegese, un fattore che potrebbe influenzare notevolmente l'approccio psicologico al match. L'Italia, che vanta un palmarès invidiabile, si trova a dover lottare per un traguardo che, fino a poco tempo fa, sembrava una meta obbligata e che ora, invece, si è trasformata in un'ardua conquista da raggiungere attraverso un calvario di calcoli e dipendenze esterne.
Il quadro generale e l'attesa per i sorteggi
Mentre l'attenzione si focalizza su Chisinau, il percorso di qualificazione mondiale entra nella sua fase più delicata e decisiva a livello globale. Sono già ventotto le nazionali che hanno ottenuto il pass per la fase finale, mentre i restanti quattordici posti verranno assegnati attraverso i playoff, il cui sorteggio è atteso per il 20 novembre 2025. In quella data, la Fifa renderà noti tutti gli accoppiamenti, sia per il percorso europeo che per quello intercontinentale, definendo gli ultimi, intricati percorsi che andranno a completare il tabellone della massima rassegna iridata, alla quale l'Italia spera comunque di prendere parte, anche se la strada maestra appare ormai impervia.




