Telemarketing, dall’Italia stop alle finte chiamate: cosa cambia da domani

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A partire dal 19 agosto, gli operatori telefonici saranno obbligati a bloccare automaticamente le chiamate internazionali che si spacciano per numeri fissi italiani, una misura voluta dall’Agcom per contrastare lo spoofing, la pratica fraudolenta che altera l’identità del chiamante. Si tratta del primo step di un intervento più ampio, che a novembre includerà anche la protezione contro la simulazione di numeri mobili falsi. Le aziende che non applicheranno i filtri rischiano sanzioni fino a un milione di euro.

La decisione arriva dopo anni di lamentele da parte degli utenti, vessati da telefonate moleste – spesso in orari notturni – con offerte ingannevoli, truffe o pubblicità non autorizzate. Molte di queste chiamate, sebbene mostrassero prefissi italiani, provenivano da call center esteri, rendendo difficile persino l’identificazione dei responsabili. «È un problema che mina la fiducia nel sistema», aveva sottolineato l’Agcom nello scorso aprile, annunciando l’imminente stretta.

Il meccanismo tecnico, già sperimentato in altri Paesi, si basa su algoritmi in grado di riconoscere le incongruenze tra l’origine reale della chiamata e il numero visualizzato. Se un operatore con sede in Albania, per esempio, tenta di mascherare il proprio numero sotto il +39 di Roma, il filtro lo intercetterà prima che raggiunga l’utente. Restano però esclusi, per ora, i casi in cui i call center operano dall’Italia con numeri regolari, un fenomeno che continua a rappresentare una fetta consistente del telemarketing aggressivo.

Parallelamente, proseguono le indagini della magistratura su alcune organizzazioni dedite alle frodi telefoniche, come emerso nell’inchiesta Black Phone condotta dalla Dda di Milano, che ha portato all’arresto di decine di persone accusate di estorsione e phishing. Proprio l’uso di numeri falsi aveva reso più difficile tracciare i colpevoli, complicando il lavoro delle forze dell’ordine.

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