La pizza, un rifiuto e il cacciavite: fermato un sedicenne per l’omicidio di Gabriele Vaccaro a Pavia
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Redazione Interno
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La violenza adolescenziale, che già aveva lasciato il segno due anni fa con un pestaggio finito in ospedale, ha ora trovato un epilogo ben più drammatico nelle strade di Pavia. È stato fermato un ragazzo di sedici anni, accusato di essere l’autore materiale del colpo che ha ucciso il venticinquenne Gabriele Vaccaro, colpito con un cacciavite nella serata di sabato in un parcheggio di via Nazario Sauro. La Procura, ricostruendo i fatti grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza, ha potuto isolare il momento esatto in cui il minore avrebbe sferrato l’attacco fatale, mentre altri quattro giovanissimi – tutti denunciati a piede libero dopo essere stati interrogati – avrebbero assistito o comunque partecipato alla lite senza però brandire l’arma.
A innescare la rissa, secondo quanto riferito da un testimone ascoltato in Questura, sarebbe stata una richiesta tanto banale quanto sproporzionata rispetto all’esito: «Dammi una fetta di pizza». La frase, rivolta da uno dei componenti del gruppetto alla vittima, ha incontrato un rifiuto che ha rapidamente trasformato un normale scambio tra coetanei in un'aggressione mortale. Le indagini, supportate dai filmati che hanno ripreso l’ingresso di tre giovani – tra cui lo stesso Vaccaro – nell’area con dei cartoni di pizza, hanno permesso di escludere moventi complessi, concentrandosi invece sulla natura improvvisa e brutale del conflitto.
Un precedente violento e il ritorno della domenica di sangue
Non è la prima volta, del resto, che la cronaca pavese si confronti con la furia incontrollata di giovanissimi. Lo stesso sedicenne fermato – che all’epoca dei fatti aveva tredici anni – era già stato protagonista, il primo ottobre del 2023, di un’aggressione brutale ai danni di un altro ragazzo: un branco lo aveva immobilizzato in pieno centro, lo aveva pestato a calci e pugni e colpito alla testa con dei sassi, procurandogli un trauma cranico tale da richiedere il ricovero ospedaliero. In quell’occasione, la vittima era sopravvissuta; stavolta, a distanza di due anni e di nuovo di domenica, la violenza ha avuto un esito irreparabile.
La ricostruzione per immagini e i cinque indagati
Le telecamere di sorveglianza del parcheggio di via Nazario Sauro, nell’area Cattaneo, hanno giocato un ruolo decisivo nell’identificazione del gruppetto. Dai frame analizzati dagli investigatori è emerso che solo il sedicenne avrebbe materialmente affondato il cacciavite, mentre gli altri quattro – tutti minorenni o poco più che maggiorenni – sono stati denunciati per concorso in rissa e per non aver impedito l’escalation. Nessuno di loro, stando alle prime ricostruzioni, ha provato a fermare il compagno né a prestare soccorso al venticinquenne, originario della Sicilia, che è morto dissanguato prima dell’arrivo dei soccorsi.
Il movente futile e la dinamica dell’aggressione
«Dammi una fetta di pizza»: la richiesta, riportata da più fonti investigative, è emersa con chiarezza durante gli interrogatori. Il rifiuto di Gabriele Vaccaro avrebbe innescato prima una scaramuccia verbale, poi una colluttazione fisica durante la quale uno dei giovanissimi ha estratto il cacciavite. L’assenza di altri moventi – nessuna precedente ruggine, nessun debito o questione sentimentale – ha spinto la Procura a classificare il delitto come conseguenza di un movente futile, aggravato dalla premeditazione di fatto esclusa ma dalla ferocia non comune per l’età dell’indagato. La salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dell’autopsia che dovrà confermare la compatibilità della lesione con l’utensile rinvenuto.




