“Top gun 3” si farà: l’annuncio di Paramount e Bruckheimer da Las Vegas con il ritorno di Cruise

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Las Vegas si è trasformata, per una settimana, nella capitale mondiale del cinema. E come spesso accade in questa città, a farla da padrone non sono stati solo i grandi schermi, ma anche le sorprese e i colpi di scena. Tra i momenti più attesi, quello che ha riguardato Tom Cruise: non tanto per la sua presenza fisica, che pure aleggiava tra i corridoi del Caesars Palace, quanto per l’annuncio che ha scosso la convention. La Paramount Pictures, insieme al super produttore Jerry Bruckheimer, ha infatti ufficializzato che “Top Gun 3” è ufficialmente in fase di sviluppo, con l’attore 63enne pronto a rimettersi – metaforicamente – la tuta da pilota di Pete “Maverick” Mitchell. Era da tempo che si vociferava di un terzo capitolo del franchise, vuoi per il successo planetario del secondo film (capace di superare abbondantemente il miliardo e mezzo di dollari al botteghino globale, ridando ossigeno a un settore provato dalla pandemia), vuoi per la naturale volontà della casa di produzione di sfruttare un filone narrativo ancora redditizio. La conferma, arrivata durante il CinemaCon, ha spazzato via ogni residuo dubbio: lo script è già in fase di scrittura avanzata, affidato a Ehren Kruger, mentre al momento non è stato ancora comunicato chi siederà sulla sedia del regista.

Le trasformazioni e le “visioni” sul grande schermo

Se l’annuncio di “Top Gun 3” ha rappresentato il piatto forte della presentazione, non sono mancate altre visioni che hanno stregato il pubblico degli esercenti. Pensate, per un attimo, di vedere Tom Cruise con una pancia pronunciata da bevitore di birra, capelli radi e un riporto raccapricciante: ecco, questo è il “Maverick” che incontreremo in “Digger”, la nuova dark comedy diretta da Alejandro G. Iñárritu. Il trailer mostrato a Las Vegas ha lasciato a bocca aperta, mostrando un Cruise irriconoscibile nei panni di un miliardario volgare e fuori controllo, responsabile di un disastro ecologico globale. Un’interpretazione, quest’ultima, che l’attore ha definito il “ne plus ultra” della sua carriera, lontana anni luce dagli aerei supersonici e dalle acrobazie a cui ci ha abituati. Sempre rimanendo in tema di trasformazioni, è stata mostrata una clip di “The Odyssey” di Christopher Nolan: qui Charlize Theron veste i panni di Calipso, la ninfa che tiene prigioniero Odisseo (interpretato da Matt Damon) per sette lunghi anni, tanto da fargli dimenticare – almeno nella finzione scenica – la moglie e i figli che lo attendono a Itaca.

L’intelligenza artificiale resuscita Val Kilmer

Uno dei momenti più delicati e, a suo modo, “duri” della kermesse è stato quello dedicato a Val Kilmer. Il celebre attore, scomparso nell’aprile del 2025, tornerà infatti a recitare in un film grazie all’intelligenza artificiale. I fratelli Voorhees, rispettivamente regista e produttore di “As Deep as the Grave”, hanno presentato il trailer della pellicola in cui Kilmer interpreta un prete cattolico e sciamano nativo americano, ricostruito digitalmente con il consenso degli eredi e della sua famiglia. La notizia, che era già trapelata nei mesi scorsi, ha riacceso il dibattito etico sull’uso delle AI a Hollywood, sebbene i produttori tengano a precisare che non si tratta di una “performance” autentica di Kilmer, bensì di una ricostruzione influenzata dalla sua arte, pagata e autorizzata. Va ricordato, a tal proposito, che l’attore (storico “Iceman” del primo “Top Gun” e protagonista di “The Doors”) aveva già utilizzato la tecnologia quando era in vita per ricostruire la sua voce, dopo le tracheotomie subite a causa del cancro.

Un settore che cerca la continuità (e il profitto)

La scelta di procedere con “Top Gun 3”, al di là dell’entusiasmo della sala, risponde a una logica industriale ben precisa. “Top Gun: Maverick” non fu solo un film, ma un vero e proprio fenomeno sociologico che riconnetté il pubblico over 40 con le sale e attirò i giovani grazie al carisma di Cruise. La sceneggiatura del terzo capitolo, al momento, è l’unica certezza concreta assieme al ritorno di Bruckheimer e dello stesso divo; non è stato ancora reso noto se Miles Teller tornerà nei panni di Bradley “Rooster” Bradshaw (figlio del compianto Goose) o se Joseph Kosinski, regista del secondo capitolo, verrà riconfermato dietro la macchina da presa. Per ora, la Paramount si è limitata a garantire che il progetto esiste e che è “ben avviato”, lasciando intendere che – a differenza dei 36 anni di attesa tra il primo e il secondo film – i tempi di produzione potrebbero essere molto più rapidi. L’unico dato certo, emerso dal palco del CinemaCon, è che il bisogno di eroi moderni e di blockbuster nostalgici è ancora altissimo, e che finché il pubblico continuerà a rispondere presente, Hollywood continuerà a servire questi piatti (rigorosamente da consumare al cinema).

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